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Attualità | 02 dicembre 2025, 19:47

A Racconigi si riaccende il caso sottopassi: tra accuse incrociate, ricorsi e lavori annunciati

Scontro aperto tra il presidente del ‘Comitato per un sottopasso sostenibile’ e il sindaco Valerio Oderda. Reynaudo accusa: “Diciotto mesi senza risposte sui lavori”, il primo cittadino ribatte: “I ritardi sono causati dai vostri ricorsi”

Da sx.: il sindaco Valerio Oderda, il geometra Franco Laguzzi di Rfi, l'architetto Ilaria Spinelli referente Rfi, Paolo Crociani dirigente Lavori Pubblici del Comune, Luigi Reynaudo del comitato ‘Per un sottopasso sostenibile’, l'ingegnere Daniela Cesare direttore dei lavori, e l'ingegnere Fabrizio Costa, incaricato della Notari SpA, l'impresa appaltatrice

Da sx.: il sindaco Valerio Oderda, il geometra Franco Laguzzi di Rfi, l'architetto Ilaria Spinelli referente Rfi, Paolo Crociani dirigente Lavori Pubblici del Comune, Luigi Reynaudo del comitato ‘Per un sottopasso sostenibile’, l'ingegnere Daniela Cesare direttore dei lavori, e l'ingegnere Fabrizio Costa, incaricato della Notari SpA, l'impresa appaltatrice

A Racconigi il delicato tema della chiusura dei quattro passaggi a livello cittadini e della loro sostituzione con un solo sottopasso veicolare e uno pedonale torna al centro dell’attenzione. Dopo un periodo di intenso confronto e numerose perplessità sollevate dai residenti, la discussione, denuncia il Comitato ‘per un sottopasso sostenibile', sembra nuovamente “scivolata in un limbo di silenzio” come sostengono dal sodalizio.

In città continua quindi la diatriba sulla costruzione dei sottopassi, in particolare tra il presidente del Comitato Luigi Reynaudo, e il sindaco Valerio Oderda, insieme all’amministrazione comunale.

A riportare la questione al centro del dibattito Reynaudo che, in una lunga presa di posizione, sottolinea in una lettera al nostro giornale TargatoCN come “tra meno di un mese saremo nel 2026 e saranno trascorsi ormai diciotto mesi dal primo e unico incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione comunale”.

Reynaudo ricorda, quasi con ilarità, la serata del 18 luglio 2024 alla Soms di Racconigi: “In quella afosa serata estiva il sindaco parlava dell’inizio dei lavori come di un evento imminente. Annunciava che si sarebbe partiti già a settembre e si dichiarava soddisfatto del lavoro svolto con Regione, Provincia e tutti gli attori coinvolti”.

Sottolinea anche come: “Sul manifesto che convocava i cittadini, campeggiasse la frase ‘contro ogni scetticismo’: una stoccata diretta a chi aveva perplessità, e forse primi tra tutti noi del Comitato”.

A oggi, denuncia, “Sono passati diciotto mesi e in paese non s’è mai vista neanche l’ombra di una ruspa.

Il sindaco, abbandonati i proclami, da un anno e mezzo tace. Il nostro Comitato ha continuato a raccogliere informazioni con accessi agli atti e analisi dei documenti e sappiamo che il progetto esecutivo del sottopasso di via Caramagna non è ancora, almeno ufficialmente, nelle mani dell’Amministrazione comunale”.

Pur precisando che questo non esclude un annuncio imminente dell’avvio lavori, Reynaudo aggiunge: “Non è da escludere che si appronti formalmente una bozza di cantiere e si inizi con lo spostamento dei sottoservizi, abbastanza per dichiarare un trionfale “inizio lavori”. Ma il cantiere potrebbe poi arenarsi rapidamente”.

Il presidente del Comitato richiama anche il ricorso pendente davanti al Tar Piemonte, “Al quale – spiega - il gruppo si è costituito ‘ad adiuvandum’ (costituito in giudizio ‘per aiutare’ n.d.r.). La data dell’udienza non è ancora stata fissata. È un elemento di forte incertezza sull’intero iter”.

Altrettanto rilevante è la delibera di Consiglio Comunale che ha sospeso gli incarichi dirigenziali  a due dipendenti che ricoprivano quel ruolo in Municipio dal 2010.

Dalla dichiarazione di voto del gruppo di maggioranza Officina Racconigi leggiamo che tale decisione sarebbe stata presa in seguito ai rilievi mossi nel contenzioso sul tema dei sottopassi. È evidente — sostiene Reynaudo — che ci troviamo davanti a una situazione complessa e delicatissima, che coinvolge il funzionamento stesso della macchina comunale”.

La conclusione di Reynaudo è amara: “Di fronte al silenzio del sindaco, solo noi, insieme al gruppo dei cittadini consapevoli che sta portando avanti una raccolta firme, rappresentiamo una voce libera e indipendente. Siamo gli unici a fornire un minimo d’informazione ai racconigesi”.

Il Comitato, assicura che proseguirà l’attività pubblica: “Continueremo una comunicazione trasparente e aperta ai cittadini, informando puntualmente anche gli organi di stampa”.

La replica del sindaco Valerio Oderda è netta, soprattutto sul tema dei dipendenti comunali. “Da quindici anni - afferma il sindaco - queste persone lavorano con professionalità nel nostro Comune. Gli attacchi nei loro confronti sono di livello bassissimo. La dignità delle persone non si tocca”.

Il tema degli incarichi  - ribadisce - è un aspetto tecnico e amministrativo, estraneo al dibattito politico, e che il Comune ha semplicemente avviato una fase di ricognizione interna. Stiamo sistemando ciò che va sistemato, come è normale. Ma rispetto per chi lavora è il minimo”.

Oderda respinge inoltre le accuse sui tempi del cantiere, attribuendo i ritardi proprio al Comitato: “Se i lavori non sono partiti prima, è perché loro hanno presentato ricorsi su ricorsi. Non si può bloccare tutto e poi lamentarsi dei ritardi. Sono i principali responsabili dello slittamento dell’avvio”.

Il primo cittadino conferma che: “Il progetto esecutivo è arrivato negli ultimi giorni e che i lavori partiranno entro l’inverno, con le operazioni preliminari di spostamento dei sottoservizi. La fase di scavo vero e proprio sarà l’ultima”. Il sindaco sostiene inoltre che Reynaudo: “Si sarebbe proposto per ospitare i mezzi di cantiere nel proprio cortile», ipotizzando un interesse economico”.

Tra accuse incrociate, sospensioni di incarichi, ricostruzioni differenti e un clima sempre più teso, sarà l’avvio effettivo dei lavori, e probabilmente il Tar, a segnare il prossimo capitolo di una storia che appare tutt’altro che conclusa.

Anna Maria Parola

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