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Sanità | 23 febbraio 2026, 15:01

A Cuneo un consiglio comunale sul nuovo ospedale. Tranchida commissario ad acta?

Si svolgerà all'inizio di marzo, quando l'incarico del manager siciliano sarà scaduto. Eppure ci sarà lui a riferire, assieme all'assessore Riboldi

A Cuneo un consiglio comunale sul nuovo ospedale. Tranchida commissario ad acta?

A marzo - forse già lunedì 2  - è in programma un consiglio comunale straordinario sul nuovo ospedale di Cuneo. 

Manca l'ufficialità della data, ma è quanto è stato comunicato ai capigruppo, con la conferma che parteciperanno sia l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi che il commissario dell'Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo Livio Tranchida, il cui mandato, però, è in scadenza il 28 febbraio. 

A quale titolo, dunque, Tranchida interverrebbe a marzo, quando tecnicamente non avrà più un ruolo nella Sanità cuneese? 

Il manager siciliano da fine agosto 2025 è il nuovo Direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. A Cuneo è rimasto, appunto, in veste di commissario, ma con il ruolo in scadenza prima del consiglio. 

Eppure ci sarà lui a riferire, assieme al numero uno della Sanità piemontese. 

Perché Tranchida potrebbe venire investito del ruolo di "commissario ad acta", nominato dalla Regione proprio con lo scopo di portare avanti l'iter amministrativo per la costruzione del nuovo ospedale. Queste le voci che circolano dalle parti di via Michele Coppino. 

Ricordiamo, infatti, che il prossimo 9 marzo è prevista la pubblicazione della gara per la redazione del progetto. Un passaggio delicatissimo, su cui pesa il ricorso di INC, come ampiamente prevedibile, al Consiglio di Stato. 

Tranchida resterebbe quindi con una punta del piede qui a Cuneo, per traghettare la città verso la costruzione del nuovo ospedale. 

Non più, quindi, da commissario con le funzioni di direttore generale. 

Incarico, quello di direttore generale, per il quale è in pole position il cebano Franco Ripa, vicedirettore generale vicario della Sanità piemontese. Accetterà di trasferirsi nella Granda, dopo tanti anni trascorsi a Torino? 

Sarà anche questo un tema sul quale il consiglio comunale del capoluogo chiederà risposte a Riboldi. 

Perché un ospedale come quello di Cuneo non può continuare a stare senza direttore generale, a maggior ragione in questa fase, in cui si iniziano a creare le fondamenta, almeno su carta, del futuro nosocomio. 

Barbara Simonelli

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