Un’esposizione incentrata su prototipi in ceramica di fabbrica, documenti e immagini della vita pubblica e privata di Marco Levi, ultimo esponente della comunità ebraica monregalese, banchiere, imprenditore, direttore e proprietario della Ceramica Besio, nonché fondatore dell’attuale Museo della Ceramica di Mondovì. Una mostra curata da Christiana Fissore che completa così la riscoperta pubblica dello stesso Levi dopo il volume “Marco Levi. La ceramica, la città, la vita” di Cesare Morandini, pubblicato proprio nell’autunno scorso per Sagep Editori dalla Fondazione Museo della Ceramica “Vecchia Mondovì”.
"L’iniziativa risponde all’esigenza di celebrare pubblicamente la figura di Marco Levi, proprietario e direttore per cinquant'anni della fabbrica di ceramica "Vedova Besio e Figlio" e ideatore del postumo Museo della Ceramica, intitolato per suo volere al padre Moisè Ettore Levi - il commento della direttrice del Museo stesso, Christiana Fissore -. Cinque decenni di lavoro imprenditoriale nella Ceramica Besio e, dopo la deindustrializzazione degli anni Settanta, l’imprescindibile ruolo di custodia e salvaguardia della produzione ceramica artigianale con la sua attività di promozione della "Vecchia Mondovì" e con il suo gettare le basi materiali del Museo con la donazione della Collezione Baggioli e la creazione della Fondazione. Attraverso questa esposizione, allora, il tentativo di ricostruire il suo straordinario percorso di vita e di lavoro ancora oggi silente e poco conosciuto".
"Grazie a tutti coloro che in questi anni si sono prodigati per riscoprire la figura di Marco Levi, a partire dal nipote Guido Neppi Modona, dalla direttrice Christiana Fissore e dallo storico Cesare Morandini» ha aggiunto il presidente della Fondazione Museo della Ceramica “Vecchia Mondovì” Ermanno Tedeschi -. Con questa mostra si chiude un cerchio di riconoscenza collettiva verso Marco Levi, che da ultimo membro della secolare comunità israelitica della città si era a lungo adoperato per la valorizzazione della settecentesca sinagoga di Piazza, segnando altresì il panorama culturale cittadino con la sua presenza cordiale e discreta e il suo fervido approccio filantropico".
L’esposizione verrà inaugurata domenica 15 marzo alle ore 10.30 presso gli spazi del Museo della Ceramica di Mondovì (piazza Maggiore 1). L’intera iniziativa è realizzata grazie al sostegno di Banca Intesa San Paolo, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e grazie al sostegno del Banco Azzoaglio e della Fondazione ebraica Cav. Marchese “G. de Levy” di Torino. Ingresso libero.














