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Politica | 08 marzo 2026, 08:57

8 marzo, ddl Lega, Bergesio: "Liberiamo le donne dal velo imposto"

È quanto dichiara il Senatore della Lega, Giorgio Maria Bergesio, illustrando il disegno di legge presentato dal gruppo Lega, un provvedimento che lo vede in prima linea con il Gruppo Lega al fianco del primo firmatario, il Senatore Gian Marco Centinaio insieme al Capogruppo Massimiliano Romeo

8 marzo, ddl Lega, Bergesio: "Liberiamo le donne dal velo imposto"

“In occasione della Giornata Internazionale della Donna, vogliamo lanciare un messaggio di civiltà: la libertà di una donna non può mai essere compressa da imposizioni che ne nascondono l’identità”.
È quanto dichiara il Senatore della Lega, Giorgio Maria Bergesio, illustrando il disegno di legge presentato dal gruppo Lega, un provvedimento che lo vede in prima linea con il Gruppo Lega al fianco del primo firmatario, il Senatore Gian Marco Centinaio insieme al Capogruppo Massimiliano Romeo.

Un provvedimento che va ben oltre la semplice norma di sicurezza, ponendosi come un atto di tutela reale della dignità femminile.

“Con questa proposta – spiega il Senatore, Vicepresidente della Commissione Attività produttive di Palazzo Madama – intendiamo finalmente superare l’ambiguità di una norma del 1975, oggi obsoleta, chiarendo che il volto deve essere identificabile in ogni spazio pubblico, dalle piazze alle scuole, senza eccezioni legate a costumi di origine etnica o religiosa”.

Il cuore del ddl, tuttavia, è la ferma volontà di intervenire contro le dinamiche di sopraffazione. Il testo introduce una specifica fattispecie di reato nel Codice penale: la costrizione all’occultamento del volto. L’obiettivo è colpire con fermezza chiunque utilizzi la violenza, le minacce o l’abuso di autorità per obbligare una persona a nascondersi, prevedendo pene detentive severe che vengono ulteriormente aggravate quando la vittima è una donna, un minore o una persona disabile.
Il provvedimento si spinge oltre la sanzione penale, affrontando con decisione il tema della protezione dei soggetti più fragili all’interno del nucleo familiare. Qualora la costrizione venga esercitata ai danni di un minore, la legge prevede che il Procuratore della Repubblica informi immediatamente il Tribunale per i Minorenni, affinché vengano valutati provvedimenti a tutela della crescita e dell’integrità psicofisica del ragazzo, arrivando, nei casi più gravi, fino alla decadenza della responsabilità genitoriale.
Parallelamente, il disegno di legge pone un paletto chiaro sul fronte dell’integrazione: la condanna per il reato di costrizione diventerà una causa ostativa per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Chi impone il silenzio e il nascondimento dimostra, infatti, di non voler condividere i valori fondamentali della nostra società, rendendo incompatibile il proprio percorso con i principi cardine del nostro ordinamento.

“Non cerchiamo polemiche ideologiche, ma vogliamo fare chiarezza per proteggere i cittadini e, soprattutto, le donne - dice ancora Bergesio -. In una ricorrenza come quella dell’8 marzo, il nostro impegno va oltre le celebrazioni di facciata. Non possiamo restare a guardare mentre viene negato a una ragazza il diritto di vivere, studiare e partecipare alla vita pubblica a volto scoperto. Per noi, la sicurezza e la dignità della donna vengono prima di tutto”.

“In questa occasione – conclude il Senatore Bergesio – rivolgo i miei auguri a tutte le donne, anche se la loro intelligenza, il loro coraggio e la capacità di fare la differenza meritano di essere celebrati ogni giorno”.

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