Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dai consiglieri di minoranza del Comune di Borgo San Dalmazzo Pierpaolo Varrone, Luca Basteris, Luisa Giorda e Luisa Agricola.
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L’Amministrazione comunale di Borgo acconsente alla ripresa dell’attività della cava di monte Cros.
Lo ha deliberato il Consiglio comunale con i soli voti dei consiglieri della maggioranza della sindaca Robbione. La cava è inattiva da anni, sin da quando ha cessato l’attività l’Italcementi che ne deteneva il diritto escavo.
Ora un nuovo operatore vorrebbe riprenderne la lavorazione. Italcementi però non ha provveduto a realizzare le opere di recupero ambientale della cava, come invece era prescritto dall’autorizzazione rilasciata dalla Regione Piemonte nel 1993.
Una situazione che ha portato il comune di Valdieri (che condivide con Borgo la proprietà dei terreni della cava) a diffidare la proprietà dell’ex cementificio ad eseguire i lavori di bonifica, pena il pagamento della garanzia fideiussoria di circa €2.600.000 necessaria per realizzare le opere di bonifica ambientale.
Per i consiglieri di minoranza Basteris, Giorda, Varrone e Agricola la decisione della maggioranza di acconsentire la ripresa dell’attività di scavo è prematura e non ha approfondito le conseguenze che possono derivare per la popolazione delle frazioni di Madonna Bruna e Tetto Miola.
Spiega il consigliere Basteris: “Una decisione così delicata avrebbe dovuto essere approfondita con la convocazione della specifica commissione Ambiente. Così non è stato. Fare gli interventi di ripristino ambientale prima di riattivare la cava è importante per la tutela dell’ambiente. Prima di procedere ad acconsentire poi alla ripresa dello scavo era, ed è importante valutare gli impatti che deriveranno dal passaggio di camion sulle strade comunali: polveri e rumori infatti avranno ricadute dirette sugli abitanti delle frazioni”.
Il consigliere Varrone ha richiesto alla Giunta di conoscere gli effetti che la decisione di concedere la ripresa dell’attività di cava avrà sugli obblighi di ripristino ambientale. “Il Comune di Valdieri, che condivide con Borgo la proprietà dei terreni della cava - spiega Varrone - ha diffidato Italcementi lamentando che gli interventi di bonifica non sono stati eseguiti. La decisione di Borgo rischia di indebolire questa legittima richiesta. Se ora la cava riprenderà con altra proprietà, cosa avverrà dei vincoli e delle opere che non sono state eseguite?”
I consiglieri di minoranza lamentano che purtroppo anche a questi interrogativi non è stata data risposta nel corso del confronto in Consiglio comunale. Ora il percorso autorizzativo proseguirà in sede di Conferenza di servizi presso la Provincia di Cuneo dove è auspicabile che ai molti interrogativi venga data risposta.















