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Economia | 18 marzo 2026, 07:00

Domanda, verbale INPS e modello AP70: cosa fare dopo l’esito

Hai presentato la domanda all’INPS, hai fatto la visita medica e adesso ti ritrovi tra le mani (o nel cassetto digitale) il famigerato verbale. E ora?

Domanda, verbale INPS e modello AP70: cosa fare dopo l’esito

Hai presentato la domanda all’INPS, hai fatto la visita medica e adesso ti ritrovi tra le mani (o nel cassetto digitale) il famigerato verbale. E ora? 

Se ti stai chiedendo quali sono i prossimi passi dopo l’esito, sei nel posto giusto.

In questo articolo facciamo chiarezza su cosa contiene il verbale, a cosa serve il modello AP70 e cosa fare se la domanda viene rigettata.

Cosa contiene il verbale INPS

Il verbale è il documento ufficiale con cui l’INPS comunica l’esito della tua domanda di invalidità civile, handicap (Legge 104) o indennità di accompagnamento, e che contiene informazioni molto importanti come:

1. Il giudizio finale

È la parte che tutti vanno a leggere per prima. Qui trovi scritto:

  • la percentuale di invalidità riconosciuta (per esempio 67%, 75%, 100%);
  • l’eventuale riconoscimento dello stato di handicap (art. 3 comma 1 o comma 3 della Legge 104);
  • il diritto o meno all’indennità di accompagnamento;
  • l’eventuale diritto ad altre prestazioni economiche.

Il giudizio è la sintesi del lavoro della commissione medica. Ma attenzione: non fermarti solo a quello.

2. Le motivazioni

Nel verbale trovi anche le motivazioni medico-legali che spiegano perché la commissione ha deciso in un certo modo. È una parte tecnica, ma importantissima, soprattutto se stai pensando a un ricorso.

Qui vengono indicati:

  • le patologie considerate;
  • la documentazione valutata;
  • i criteri usati per determinare la percentuale di invalidità.

Se qualcosa non torna (ad esempio una patologia non è stata presa in considerazione), questo è il punto da analizzare con attenzione.

3. L’eventuale rivedibilità

Un altro elemento chiave è la rivedibilità. Nel verbale può essere indicato che la tua situazione è definitiva (non soggetta a revisione), oppure rivedibile, con una data entro la quale sarai richiamato a nuova visita.

Se c’è una data di revisione, segnala bene in agenda: l’INPS potrebbe convocarti per verificare se le condizioni sono migliorate, peggiorate o rimaste stabili.

Modello AP70: a cosa serve davvero?

Se il verbale è positivo e ti viene riconosciuto un diritto a prestazione economica (ad esempio pensione di invalidità o indennità di accompagnamento), entra in gioco il modello AP70.

È un passaggio fondamentale. Senza di questo, anche con esito favorevole, il pagamento non parte.

Cos’è l’AP70?

Il modello AP70 è una dichiarazione integrativa che serve all’INPS per raccogliere informazioni amministrative e reddituali necessarie per liquidare la prestazione.

Quando inviarlo?

Va inviato dopo il riconoscimento della prestazione economica. In genere l’INPS, nel verbale o nella comunicazione successiva, specifica che devi completare l’AP70.

Prima lo invii, prima si sblocca la procedura di pagamento.

Si può trasmettere online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS), oppure tramite un patronato.

Quali dati bisogna indicare?

Nel modello AP70 ti verranno richiesti diversi dati, tra cui:

  • IBAN su cui accreditare la prestazione;
  • dati reddituali (se richiesti);
  • informazioni su eventuale ricovero in strutture;
  • dichiarazioni relative alla situazione lavorativa;
  • eventuali deleghe o rappresentanza legale (per esempio amministratore di sostegno o tutore).

Attenzione all’IBAN: deve essere intestato o cointestato al beneficiario. Un errore qui può rallentare parecchio i pagamenti.

Se c’è un rappresentante legale, bisogna indicare correttamente gli estremi del provvedimento del giudice. Anche questo è un passaggio delicato.

E se la domanda viene rigettata?

Qui veniamo alla parte più delicata. Ricevere un verbale negativo non è piacevole, ma non è necessariamente la fine della strada.

Hai diverse possibilità.

1. Ricorso giudiziario (Accertamento Tecnico Preventivo – ATP)

Se non sei d’accordo con l’esito, puoi presentare ricorso tramite Accertamento Tecnico Preventivo (ATP).

L’ATP è un passaggio obbligatorio prima della causa vera e propria. Si presenta al tribunale, con l’assistenza di un avvocato, entro 6 mesi dalla notifica del verbale.

Il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio (CTU) che ti visiterà e redigerà una relazione. Se il giudice accoglie la tua richiesta, l’INPS dovrà adeguarsi.

Nei casi più complessi, soprattutto quando si parla di indennità di accompagnamento, può essere utile farsi seguire da professionisti esperti: per approfondire consulta la pagina di un portale specializzato nell’assistere i clienti durante il ricorso per l’indennità di accompagnamento.

2. Nuova domanda

In alternativa al ricorso, puoi presentare una nuova domanda, soprattutto se le tue condizioni di salute sono peggiorate, hai nuova documentazione medica rilevante o sono emerse nuove patologie.

In questo caso si riparte da capo con certificato medico introduttivo e nuova richiesta all’INPS.

Attenzione però: la nuova domanda non sospende i termini per il ricorso. Quindi valuta bene le tempistiche.

3. Integrazione della documentazione

Se ti accorgi che al momento della visita mancava documentazione importante, puoi usarla come base per un ricorso oppure allegarla a una nuova domanda.

Spesso il problema non è la gravità della patologia, ma la documentazione insufficiente o poco chiara. Referti specialistici dettagliati, relazioni aggiornate e certificazioni ben fatte possono fare la differenza.

In conclusione, un consiglio che vale oro: non affrontare tutto in modo frettoloso. Il verbale va letto con calma, possibilmente con qualcuno che sappia interpretarlo (patronato, medico legale, avvocato).






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