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Economia | 02 marzo 2026, 07:00

Monopoly, più di un secolo di curiosità: ecco le più interessanti

Il gioco da tavolo Monopoly rappresenta uno dei prodotti ludici più diffusi e riconoscibili della storia contemporanea.

Monopoly, più di un secolo di curiosità: ecco le più interessanti

La sua evoluzione attraversa oltre un secolo e unisce elementi sociali, economici e culturali che hanno trasformato un semplice passatempo domestico in un fenomeno globale. La storia del gioco presenta numerosi episodi poco conosciuti che riguardano l’origine dell’idea, il contesto storico in cui si è sviluppato e le sue successive derivazioni digitali.

Le principali curiosità su Monopoly

L’origine del Monopoly risale al 1903 e coinvolge la figura di Elizabeth Magie, una progettista statunitense che ideò un gioco chiamato “The Landlord’s Game”. Magie sviluppò il progetto con un obiettivo educativo e politico: il gioco, infatti, illustrava i rischi economici della concentrazione delle proprietà e spiegava le teorie dell’economista Henry George. George sosteneva la necessità di una tassazione unica sulla proprietà fondiaria per ridurre le disuguaglianze economiche. Magie progettò il tabellone per mostrare in modo concreto il funzionamento dei monopoli e le conseguenze della speculazione immobiliare.

Per molti anni il merito dell’invenzione venne attribuito a Charles Darrow, un venditore statunitense che negli anni Trenta presentò una versione del gioco alla società Parker Brothers. Darrow adattò alcune meccaniche già diffuse tra i gruppi di giocatori, e riuscì a commercializzare il prodotto nel 1935. Il successo commerciale fu immediato, ma le ricerche storiche successive restituirono a Elizabeth Magie la paternità dell'opera.

Dalla storia al presente, il passo è breve. Oggi questo gioco spopola anche online, e non si parla soltanto dei software reperibili su Internet. Si fa riferimento, nella fattispecie, al settore dei game shows digitali, come nel caso del Monopoly Live con conduttore dal vivo. Si tratta di passatempi online che replicano le meccaniche degli show televisivi: sono accessibili via Internet, grazie alla tecnologia dello streaming, ma adottano la presenza di un conduttore in carne e ossa.

Un gioco diffuso a livello globale

La diffusione del Monopoly raggiunse una dimensione globale nel corso del XX secolo. Le stime indicano che oltre 1 miliardo di persone in 114 Paesi hanno partecipato almeno una volta ad una partita. Le traduzioni e gli adattamenti locali hanno modificato nomi di strade, valute e riferimenti geografici per rendere il gioco riconoscibile in contesti culturali differenti. Il caso italiano rappresenta un esempio lampante di questo processo di adattamento.

La versione italiana apparve nel 1935 grazie alla casa editrice Editrice Giochi. La società aveva sede a Milano, e scelse di utilizzare nel tabellone nomi di luoghi che richiamavano la città. Strade come Parco della Vittoria e Viale dei Giardini entrarono nell’immaginario collettivo dei giocatori italiani, e divennero elementi iconici del gioco.

La storia del Monopoly presenta anche alcuni episodi legati al contesto storico globale. Durante la Seconda Guerra Mondiale il governo britannico utilizzò il gioco come strumento operativo in alcune missioni di supporto ai prigionieri di guerra. Alcune scatole inviate nei campi di prigionia contenevano, infatti, degli oggetti nascosti utili alla fuga. I produttori inserirono inoltre mappe, bussole e banconote autentiche all’interno dei componenti del gioco. Le autorità militari utilizzarono questa strategia perché il Monopoly era un oggetto comune, e non destava sospetti durante i controlli.







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I.P.

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