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Attualità | 13 aprile 2026, 16:07

La memoria carceraria della Castiglia ritorna attraverso l’olfatto

Inaugurata “Reminiscence”, la mostra dell’artista Francesca Casale “Sensu”, progetto partecipativo che ha visto coinvolti 15 studenti delle superiori di Saluzzo. Fino al 17 maggio

Saluzzo, installazione alla Castiglia che evoca l'ora d'aria del suo vissuto carcerario

Saluzzo, installazione alla Castiglia che evoca l'ora d'aria del suo vissuto carcerario

In Castiglia l’arte si fa esperienza sensoriale con un progetto partecipativo, inaugurato sabato 11 aprile, e che coinvolge memoria, percezione e identità.

“Reminiscence”, firmato dall’artista Francesca Casale “Sensu”,  è un' ideazione promossa dalla cooperativa sociale UR-CA e curata da Lorena Tadorni, realizzata con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT, in collaborazione con il Comune, la Fondazione Amleto Bertoni, la Fondazione Garuzzo, la Cooperativa In Volo e gli Istituti scolastici “Soleri Bertoni” e “Denina Pellico Rivoira.

L’artista attraverso workshop e pratiche condivise ha lavorato con 15 studenti di questi due istituti scolastici trasformando l’olfatto in uno strumento di narrazione e ricerca dell’identità.

Il progetto culmina in un’ installazione site-specific nell'ex castello dei marchesi, sede ora del Museo della Memoria Carceraria, dove il profumo diventa materia artistica che attiva una riflessione collettiva sul passato e sul suo vissuto carcerario, fino al 1992.

Radici realizzate in pluriball si diramano sul prato della terrazza della Castiglia guidando lo sguardo verso una cella cubica rivestita dello stesso materiale: un elemento fragile e comprimibile che diventa metafora della tensione tra protezione e costrizione. Le bolle del pluriball evocano l’“ora d’aria” come unità minima di respiro e libertà, suggerendo al contempo la crescita organica della memoria e la rigidità dello spazio carcerario.

L’opera viene attivata attraverso l’interazione diretta del pubblico, invitato a iniettare essenze nelle bolle tramite una pipetta, che verrà consegnata in biglietteria. 

Il gesto produce una trasformazione continua del "paesaggio olfattivo": note di camomilla, pepe bianco e assoluta di mimosa si combinano generando sensazioni perturbanti, che rimandano alla dimensione fisica ed emotiva della vita in detenzione.

Questa pratica richiama le incisioni lasciate dai detenuti sulle pareti delle celle — segni di esistenza e tentativi di affermazione identitaria in un tempo sospeso — reinterpretate qui in chiave contemporanea come tracce olfattive e cromatiche. L’incisione diventa così un atto sensibile: non più solo segno visivo, ma esperienza diffusa nello spazio.

"Il pluriball, con la sua trasparenza imperfetta, suggerisce la natura stratificata e sfuggente della memoria, mentre le radici emergenti dal terreno si fanno metafora di una memoria collettiva che affonda nella storia della Castiglia e riaffiora nel presente. Il visitatore, coinvolto attivamente, non è più spettatore passivo ma parte integrante dell’opera: incidendo l’installazione con il proprio gesto, viene a sua volta inciso dall’esperienza."

VB

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