Il Gruppo in Consiglio provinciale "La Nostra Provincia" composto da Davide Sannazzaro, Stefania D’Ulisse, Loris Emanuel ed Alberto Gatto interviene nel distinguo tra civismo e politica.
"Recentemente - scrive il gruppo in in una nota - il dibattito politico nella nostra provincia si è arricchito di nuovi spunti, a partire dalla nascita del cosiddetto “Patto civico per la Granda”, che si presenta come una realtà equidistante e autonoma dai partiti.
Per noi il civismo è un tema serio, che merita rispetto e attenzione: è una componente preziosa della vita democratica, soprattutto in un territorio complesso e ricco di sensibilità come il nostro. Tuttavia, proprio per questo, crediamo sia necessario evitare ambiguità.
Rivendicare una posizione “altra” rispetto ai partiti, in una dimensione quasi commissariale, rischia di alimentare un equivoco: quello per cui la politica organizzata sarebbe un limite e non una risorsa.
Non è così. I partiti, quando sono radicati, ma aperti e capaci di ascolto, restano strumenti fondamentali di partecipazione, di selezione della classe dirigente e di costruzione di visioni di governo. D’altronde al lancio del Patto Civico Forza Italia era schierata coi suoi massimi esponenti nazionali, da Costa a Cirio.
Allo stesso tempo, è evidente che il civismo non è proprietà esclusiva di nessuno. Anche nella Granda esiste da lungo tempo una rete civica ampia, plurale, fatta di amministratori, esperienze locali e liste che non rinnegano il proprio legame con una cultura politica e con un’idea di società.
È il caso de “La Nostra Provincia”, una proposta che nasce nel centro-sinistra ma che ha saputo allargarsi a sensibilità diverse, mantenendo però una chiarezza di fondo: quella di essere parte di un progetto culturale e ideale riconoscibile. Un civismo autentico che non si nasconde dietro una presunta neutralità, ma che sceglie di stare dentro una prospettiva di cambiamento e di governo.
Crediamo che qui stia il punto politico vero. Non esiste un civismo “puro” contrapposto a una politica “impura”. Esistono invece esperienze civiche che possono contribuire a rafforzare i progetti politici, a renderli più concreti, più vicini ai territori, più capaci di rappresentare bisogni reali.
Per questo, la sfida che abbiamo davanti non è quella di inseguire una presunta equidistanza, ma di costruire una proposta credibile, radicata e aperta, capace di essere alternativa di governo nella nostra provincia e nella nostra regione.
Un centrosinistra che sappia parlare ai territori, valorizzare le energie civiche, ma anche offrire una direzione chiara, una visione, una responsabilità di governo.
È su questo terreno che dobbiamo confrontarci, con serietà e senza semplificazioni. Perché alla fine, più delle etichette, contano le scelte: da che parte si sta e per quale idea di comunità si lavora.














