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Politica | 12 aprile 2026, 18:02

"Mondovì organizzerà un evento per ricordare don Giorgio Cappellino?"

A chiederlo, con un'interrogazione, sono i consiglieri del centrosinistra Laura Gasco, Cesare Morandini Davide Oreglia

"Mondovì organizzerà un evento per ricordare don Giorgio Cappellino?"

Un educatore a servizio dei giovani, riferimento per la comunità monregalese. Sono trascorsi vent'anni dalla morte di don Giorgio Cappellino che si è spento il 23 ottobre 2008. Ricorrerà dunque nel 2028 il ventennale della sua scomparsa, "un anniversario - scrivono i consiglieri del centrosinistra Laura Gasco, Cesare Morandini Davide Oreglia -, che rappresenta un'occasione significativa per riconoscere pubblicamente il valore della sua opera e per trasmetterne la memoria alle generazioni più giovani".

Don Giorgio Cappellino era nato nel 1922 ed era stato ordinato sacerdote nel 1945. Dedicò la parte più significativa della sua vita sacerdotale all'educazione e all'accompagnamento di giovani in condizione di disagio e di fragilità familiare, divenendo nel corso dei decenni, specie nel secondo dopoguerra, una delle figure di riferimento più significative dell'intera comunità monregalese nel campo dell'educazione e dell'accoglienza.

Iniziò nel 1949, come vice direttore della Colonia Agricola Provinciale Orfani di Guerra, affiancando il canonico don Giuseppe Ponzo – che nel suo testamento lo avrebbe ricordato come «mio affettuoso ed intelligente collaboratore di tutti i giorni» – per poi assumerne la direzione a partire dal 1971, e guidare l'istituzione fino alla sua trasformazione e al suo definitivo trasferimento nelle strutture del Beila a Mondovì.

A quel momento la Colonia Agricola aveva già una lunga storia. Promossa su impulso del vescovo mons. Ressia e con il sostegno della cittadinanza monregalese, era stata inaugurata ufficialmente il 17 dicembre 1920 nei locali del Cottolengo a Mondovì Carassone ed aveva avuto sede, dal 1923 al 1974, nel Castello di Rocca de' Baldi.

La Colonia accolse nel corso della sua lunga storia oltre 2.300 giovani, orfani di guerra prima, poi ragazzi in difficoltà familiare e sociale, sino al 1991 (quando furono introdotti nuovi requisiti normativi sulla residenza assistenziale per minori), offrendo loro non soltanto vitto e alloggio, ma istruzione, formazione professionale e, soprattutto, un clima familiare autentico.

Nella primavera di quello stesso 1991, quando l’emergenza della crisi seguita alla caduta del regime comunista albanese rese necessaria la disponibilità di strutture ed uomini che accogliessero i profughi, la Colonia del Beila divenne punto di riferimento e supporto per il Comune di Mondovì e la Prefettura di Cuneo. L’istintiva generosità e l'autentico spirito di carità cristiana di don Cappellino e dei suoi preziosi collaboratori (in primo luogo la maestra Carla Lanza), insieme all’opera dei volontari e degli obiettori del servizio civile dette così origine ad una singolare esperienza di solidarietà sociale, pur in mezzo a difficoltà talvolta dolorose.

Nel 1992, durante il suo viaggio in Albania, don Cappellino ebbe nella cittadina di Lezhe un significativo incontro con Madre Teresa di Calcutta, che lo ringraziò per l’opera svolta a Mondovì a vantaggio dei suoi conterranei.

Dal 1994 svolse la funzione di parroco di Rocca de' Baldi e fu impegnato nell'assistenza religiosa presso la chiesa della Riconciliazione di Mondovì e nella cappella di Mezzavia, dimostrando un instancabile servizio alla comunità che valicò i confini della sola istituzione educativa.

La figura di don Cappellino come educatore viene ricordata dalla stampa locale dell'epoca come capace di fare della rieducazione e del recupero la propria «difficile scelta di vita», e il presidente della Colonia Sergio Ornato lo ricordò pubblicamente come colui che aveva «scritto pagine memorabili e meritevoli sul piano educativo, tra i ragazzi ed i giovani in particolari condizioni di disagio», sottolineando come egli avesse saputo essere «soprattutto un padre per questi ragazzi, cresciuti in clima di famiglia e condotti ad assumersi piene responsabilità nella vita». Ancora oggi è riconosciuta dalle persone che ha incontrato nella sua lunga opera, la profondità del suo impatto sulle loro vite.

Il Comune e la cittadinanza monregalese si sono mostrati, nel corso del tempo e a fronte delle trasformazioni storiche e sociali, sempre sensibili ed attente al mondo giovanile, promuovendone l’agio e prendendosi cura delle situazioni di disagio che potessero minarne la crescita umana e civile, in forme diverse e rispondenti alle esigenze e alle sfide poste dai mutamenti dei tempi. Tra i compiti del Comune, quale ente rappresentativo della comunità locale, v’è quello di custodire e valorizzare la memoria delle persone che hanno contribuito in modo straordinario al bene comune e allo sviluppo civile, sociale e culturale del territorio, anche in campo educativo.  La storia della Colonia Agricola e dell'opera educativa di don Cappellino intreccia indissolubilmente le storie dei Comuni di Mondovì e di Rocca de' Baldi, nonché della Provincia di Cuneo. 

"Sarebbe opportuno - dicono Gasco, Morandini e Oreglia - che tali enti territoriali ragionassero insieme attorno ad iniziative condivise in occasione del ventennale della morte del sacerdote. I due anni che ci separano dall’ottobre 2028 sono un orizzonte temporale adeguato a pianificare le iniziative, coinvolgendo le realtà associative, ecclesiastiche, scolastiche e culturali del territorio. Chiediamo dunque con apposita interrogazione consiliare inviata il giorno 10 aprile, se l'Amministrazione comunale, riconoscendo la rilevanza storica, civile ed educativa della figura e dell'opera di don Giorgio Cappellino per la comunità di Mondovì e del Monregalese, intenda promuovere, in occasione del ventennale della sua scomparsa (ottobre 2028), iniziative istituzionali e culturali atte a onorarne la memoria, e in caso affermativo con quali modalità, con quale dotazione di risorse. 

Se intenda coinvolgere il Comune di Rocca de' Baldi, la Provincia di Cuneo, la Diocesi di Mondovì, il Comizio Agrario, ex ospiti della Colonia e altre realtà del territorio che possano contribuire a ricostruire e diffondere la memoria dell'opera educativa svolta dalla Colonia Agricola del Beila. Se infine tra tali iniziative sia oggetto di valutazione inserire un’intitolazione toponomastica, o altra forma permanente di riconoscimento da parte della città di Mondovì a don Giorgio Cappellino".

redazione

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