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Politica | 16 aprile 2026, 06:11

Garante dei detenuti di Cuneo, cambia la nomina: sarà il Consiglio comunale a eleggerlo

Nuovo regolamento in linea con il protocollo nazionale Anci: mandato indipendente dal sindaco e istituzionalizzato il Tavolo Carcere. Cresce l’attenzione sulla situazione di Cerialdo, oltre 400 detenuti

In foto Alberto Valmaggia, garante dei detenuti di Cuneo, attualmente in prorogatio

In foto Alberto Valmaggia, garante dei detenuti di Cuneo, attualmente in prorogatio

Svolta istituzionale per la figura del Garante comunale delle persone private della libertà: non sarà più il primo cittadino a sceglierla, ma il Consiglio Comunale.

E' questa la novità più rilevante emersa dalle VI e VII commissioni consiliari congiunte di Cuneo, dove sono state presentate dalla sindaca Patrizia Manassero le modifiche per il nuovo regolamento per il garante comunale dei detenuti che si allinea all'accordo stipulato a livello nazionale tra Anci e il Garante nazionale delle persone private della libertà personale.

Tale modifica riguarda l'articolo 5 che prevede appunto il garante non sia più nominato direttamente dalla sindaca, ma venga eletto dal Consiglio comunale a scrutinio segreto su base di un bando pubblico. “Ciò serve – ha spiegato Manassero - a garantire maggiore condivisione, autonomia e riconoscimento istituzionale alla figura. Vogliamo assicurare che questa figura sia espressione dell'intero Consiglio, simbolo di una sensibilità condivisa verso la realtà carceraria”. 

Ma soprattutto si va a slegare la durata del mandato da quello del sindaco, come previsto da una precedente modifica, facendo sì che siano disallineati per garantirne l'indipendenza.

Infine con la modifica al punto 10 dell'articolo 2 viene istituzionalizzato il “Tavolo Carcere di Cuneo”, un organismo di coordinamento che coinvolge volontariato, scuole e istituzioni impegnate sul tema, rendendo formale un'attività che il garante Valmaggia svolgeva già informalmente. 

Lo stesso Alberto Valmaggia nel suo intervento ha confermato che le modifiche seguono il protocollo nazionale per rendere omogenee le attività dei garanti territoriali. Ha poi sottolineato che il suo mandato, iniziato nel 2021 per la durata di 4 anni, è già scaduto l'anno scorso ed è attualmente in prorogatio. “Invito l'Amministrazione - ha sollecitato Valmaggia - a far partire il bando non appena il nuovo regolamento sarà approvato. Ringrazio, infine, gli uffici per il lavoro svolto, in particolare sul tema delle pari opportunità”.

Un'occasione che si è prestata per un focus sull'attuale situazione della Casa Circondariale di Cerialdo e sulle possibili prospettive. Ha acceso i riflettori su una realtà complessa.

Siamo passati da 230 detenuti a oltre 400, attualmente, di cui 45 al 41-bis - ha illustrato Valmaggia -. La politica nazionale punta a creare carceri dedicate esclusivamente al 41-bis, come Alessandria San Michele, il che porterebbe allo svuotamento del padiglione di massima sicurezza di Cuneo e alla sua riconversione per detenuti di media sicurezza, con un conseguente aumento dei numeri complessivi”.

Con la riorganizzazione nazionale delle strutture destinate al 41-bis e lo spostamento di alcuni padiglioni, quindi, anche la popolazione carceraria di Cuneo è destinata a crescere.

Sara Aschero

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