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Economia | 16 giugno 2026, 11:43

Mense scolastiche nel Cuneese: tariffe sotto la media regionale, ma per le famiglie resta la sfida dei costi

Il report di Cittadinanzattiva: in provincia il servizio accoglie l’80% degli alunni con costi inferiori rispetto al resto del Piemonte, 4,80 euro per l'infanzia e 4,85 euro per la primaria

Mense scolastiche nel Cuneese: tariffe sotto la media regionale, ma per le famiglie resta la sfida dei costi

100 euro e 98 euro al mese: è quanto una famiglia piemontese ha speso in media nell'anno scolastico 2025/2026 per la mensa di un figlio iscritto rispettivamente alla scuola dell'infanzia e alla primaria. Il costo regionale risulta essere superiore alla media nazionale (che si attesta a 87€ per l'infanzia e 89€ per la primaria) e registra rincari rispetto all'anno precedente (+1,5% per entrambi i gradi scolastici). La regione mediamente più costosa si conferma l'Emilia Romagna con 116€ mensili per l'infanzia e 115€ per la primaria, in sensibile aumento rispetto alla scorsa indagine. La regione più economica rimane la Sardegna con 61€ nell’infanzia e 65€ per la primaria. A livello nazionale, si registra un rincaro: il costo a carico delle famiglie del singolo pasto cresce mediamente del 2,1% per l'infanzia (attestandosi a 4,3€) e del 2,7% per la primaria (4,4€). In Piemonte, il costo medio a singolo pasto risulta superiore alla media nazionale e si attesta a 5,0€ per l'infanzia e a 4,9€ per la primaria. A livello di singoli capoluoghi di provincia, il primato di città più economica d'Italia passa quest'anno alle famiglie di Cagliari che spendono 2,1€ a pasto per entrambi i gradi scolastici. Sul fronte opposto, Parma risulta la città più cara in assoluto sia per l'infanzia (7,8€ a pasto) sia per la primaria (7,1€). Guardando ai capoluoghi piemontesi, spicca il dato di Torino con 6,6€ a pasto. Fra le grandi città italiane, si conferma invece il dato virtuoso di Roma, che rimane stabilmente tra le meno care con un costo a pasto invariato di 2,6€.

Questi i dati principali che emergono dalla IX Indagine sulle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha analizzato per tutti i capoluoghi italiani quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200€ e un ISEE di 19.900€. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.

Stando all'indagine, il Piemonte è ai vertici nazionali con il 62,5% di scuole dotate di mensa Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, oggi il 36,5% degli edifici scolastici statali in Italia è dotato di mensa, un dato in lieve miglioramento rispetto all'anno precedente. Il Piemonte si colloca al secondo posto in Italia (dietro la sola Valle d'Aosta) per capillarità del servizio: nella regione ben il 62,5% degli edifici statali è dotato di un ambito funzionale per la mensa (2.036 edifici su 3.253). A livello nazionale, sul fronte dei fondi PNRR si registra una forte accelerazione: gli interventi finanziati per la costruzione o la messa in sicurezza dei locali mensa sono passati dai 961 rilevati a dicembre 2024 ai 1.975 attuali, di cui 926 prevedono la costruzione di nuove mense. In Piemonte i progetti finanziati per riqualificare e ampliare ulteriormente le strutture sono 78, di cui oltre la metà (40) destinati a nuove costruzioni.

L'importanza della mensa scolastica nel cuneese

Il quadro che emerge dall’analisi dei dati relativi a Cuneo, nell’ambito della IX Indagine Mense Scolastiche 2026, delinea una realtà virtuosa ma non esente dalle sfide economiche che colpiscono le famiglie, con differenze tangibili a seconda del grado scolastico frequentato. Nella provincia cuneese il servizio di ristorazione scolastica rappresenta un pilastro sociale irrinunciabile, come dimostra l’altissimo tasso di frequentazione che vede circa l’ottanta per cento dei bambini consumare regolarmente il pranzo a scuola. Questo dato trasforma la mensa da semplice servizio assistenziale a elemento cardine del tempo pieno e dell’educazione alimentare.

I costi a Cuneo: la distinzione tra infanzia e primaria

Dal punto di vista economico, una famiglia tipo con un indicatore ISEE medio spende a Cuneo circa 4,80 euro a pasto nella scuola dell'infanzia e circa 4,85 euro nella scuola primaria. Questa differenza si traduce in una spesa mensile che oscilla dai 96 ai 97 euro, comportando un costo annuale complessivo compreso tra gli 864 e gli 873 euro a seconda dell'età degli alunni.

Il confronto regionale: Cuneo sotto la media del Piemonte

Mettendo a confronto questi dati con il panorama regionale del Piemonte, dove la scuola dell'infanzia si attesta mediamente sui 4,84 euro e la primaria sui 4,94 euro a pasto, Cuneo si colloca in una posizione favorevole per entrambi i livelli di istruzione, posizionandosi costantemente al di sotto della media regionale. Questa tenuta tariffaria è dovuta principalmente alla capacità delle amministrazioni locali di contenere l'impatto dell'inflazione e di proteggere le famiglie dai picchi record registrati in altre aree del Piemonte, in primis nel capoluogo torinese, storicamente tra i più cari d'Italia con vette che superano i sei euro a pasto sia per i più piccoli che per gli alunni delle elementari.

Il divario con i costi nazionali

Tuttavia, se rapportata alla media nazionale, la realtà cuneese sconta il tipico divario Nord-Sud. Il costo del servizio a Cuneo rimane infatti superiore alla media italiana del 2026, che si attesta sugli 87 euro mensili per la scuola dell'infanzia e sugli 89 euro per la scuola primaria.

Le sfide future per l'equità sociale del servizio

La vera sfida per il territorio cuneese, a fronte di un utilizzo così massiccio della mensa da parte della popolazione scolastica in entrambe le fasce d'età, resta quindi quella di rimodulare ulteriormente le fasce di esenzione e le agevolazioni basate sull'ISEE. L'obiettivo è evitare che la spesa della ristorazione gravi eccessivamente sui bilanci familiari e garantire un accesso equo a un servizio fondamentale per la salute e la socialità dei minori.

Angela Panzera

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