Come ogni anno, Arpa Piemonte e Regione Piemonte hanno pubblicato la relazione sullo stato dell’ambiente, che fotografa le condizioni del territorio regionale e illustra le politiche intraprese nel corso dell'anno precedente.
“I dati della Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2026 testimoniano un impegno costante e significativo verso il miglioramento della qualità dell’ambiente in Piemonte. I progressi registrati sono il frutto di politiche mirate, investimenti strategici e di una crescente consapevolezza collettiva – sottolinea il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero – Allo stesso tempo, i dati ci ricordano con chiarezza che il percorso da compiere è ancora impegnativo. Le criticità persistenti nei contesti urbani e gli effetti sempre più marcati dei cambiamenti climatici richiedono un rafforzamento delle azioni intraprese". In questo contesto di transizione, la provincia di Cuneo emerge come uno dei territori più esposti alle anomalie termiche e alle variazioni dei regimi idrici della regione.
Aria
Il 2025 ha fatto registrare un lento e continuo miglioramento della qualità dell’aria in tutto il Piemonte, con concentrazioni medie di particolato PM10 e PM2.5 che sono risultate le più basse di sempre dall'inizio delle misurazioni storiche. Anche il biossido d’azoto ha mostrato un traguardo storico, rispettando il valore limite annuale in tutta la regione.
Tuttavia, le note critiche non mancano e toccano da vicino anche il Cuneese: sebbene i superamenti giornalieri di PM10 si siano concentrati prevalentemente nella Città Metropolitana di Torino e in specifiche stazioni urbane di traffico, resta diffuso sull'intero territorio il mancato rispetto del valore obiettivo dell'ozono per la protezione della salute umana. In vista della nuova e ben più restrittiva Direttiva europea che entrerà in vigore dal 2030, la provincia di Cuneo e il resto della regione dovranno mettere in atto ulteriori azioni a breve e medio termine per abbattere drasticamente le emissioni, anche nelle zone dove attualmente i limiti di legge vengono rispettati.
Clima
Il quadro climatico del 2025 evidenzia la provincia di Cuneo come uno dei territori regionali più colpiti dalle anomalie termiche. A livello piemontese l’anno passato è stato il quinto più caldo della serie storica (dal 1958 a oggi), con una temperatura media di 10.8 °C (superiore di quasi 1 °C rispetto alla norma del trentennio 1991-2020). L'estate cuneese è stata particolarmente rovente, inserendosi in una stagione estiva che in Piemonte ha fatto segnare una media di 19,9 °C (+1,4 °C rispetto alla norma).
Il dato più significativo riguarda le ondate di calore (almeno 3 giorni consecutivi di caldo intenso): tra tutti i capoluoghi piemontesi, Cuneo è stata la città che ha registrato il maggior numero di episodi, ben 7 ondate di calore nell'arco dell'anno, superando anche Torino, Asti e Alessandria (ferme a 6). Sul fronte delle precipitazioni, sebbene il bilancio annuale regionale abbia mostrato un lieve surplus pluviometrico dell'8% (1113.8 mm totali), si è consolidata la drammatica assenza di neve: per il terzo anno solare consecutivo non si è verificata alcuna nevicata di rilievo sulle pianure piemontesi, incluse quelle cuneesi, storicamente abituate a ben altri scenari invernali.
Acqua
L'andamento idrologico del 2025 è stato fortemente altalenante, caratterizzato da una primavera ricchissima di deflussi (concentrati ad aprile) e da una severa magra autunnale nei mesi di ottobre e novembre. Questo squilibrio ha penalizzato in modo netto il reticolo idrografico della provincia di Cuneo.
Mentre a livello regionale alcuni corsi d'acqua della zona settentrionale e meridionale (come Scrivia, Bormida e Belbo) hanno chiuso l'anno con significativi surplus rispetto alle medie storiche, i principali bacini e fiumi della Granda hanno sofferto una marcata carenza idrica. La relazione inserisce infatti fiumi vitali per il territorio cuneese come il Varaita, il Maira e lo Stura di Demonte – insieme ad alcuni tratti del Tanaro – nel gruppo dei corsi d'acqua che hanno chiuso il 2025 con portate medie annue decisamente inferiori rispetto ai valori storici di riferimento. Sul fronte della balneazione (che a livello regionale mostra un miglioramento con il 62% delle zone in classe "Elevato"), la stagione si è svolta regolarmente senza anomalie per i parametri sanitari.
Territorio
Al 31 dicembre 2025 i siti contaminati o ex industriali censiti in Piemonte sono 2175 (di cui 895 con procedimento di bonifica attivo e 1280 conclusi). La mappa regionale vede la stragrande maggioranza delle aree concentrate nella Città Metropolitana di Torino (circa il 44% dei siti complessivi) a causa della massiccia densità industriale storica e presente, seguita dalle province di Alessandria e Novara.
In questo scenario, la provincia di Cuneo presenta una situazione più distribuita e legata principalmente ad attività commerciali in esercizio, impianti di distribuzione carburante, gestione dei rifiuti o siti industriali dismessi, le cui contaminazioni sono imputabili a incidenti, scorretta gestione o vetustà delle strutture. Pur non ospitando i grandi Siti di Interesse Nazionale (SIN) legati all'amianto (localizzati a Balangero e Casale Monferrato), il Cuneese è attivamente inserito nei piani di monitoraggio di Arpa e Regione Piemonte. Tramite il Portale Amianto e le attività di campionamento e qualificazione dei laboratori specialistici, viene costantemente mappata la presenza di amianto sia di origine antropica che naturale sul territorio, per garantire la massima tutela della salute pubblica e delle future generazioni.














