La Procura di Torino ha chiesto al Gip l’archiviazione del procedimento penale aperto nei confronti di Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, per la vendita di mezzo chilo di cannabis light avvenuta durante una disobbedienza civile organizzata lo scorso 2 dicembre a Torino. Secondo la difesa e lo stesso Blengino, qualora il Gip dovesse accogliere la richiesta, la decisione confermerebbe che la condotta contestata è priva di rilevanza penale in assenza di effetti droganti riconducibili al CBD.
Blengino ha sostenuto che l’archiviazione, se confermata, dimostrerebbe come nella pratica l’applicazione dell’articolo 18 del cosiddetto decreto sicurezza — che ha equiparato la cannabis light alle sostanze stupefacenti — non trovi sempre riscontro quando manca la prova degli effetti psicoattivi. Il segretario radicale ha sottolineato la discrepanza tra questa valutazione e le conseguenze che la norma ha determinato a livello nazionale, dove si sono registrati sequestri, chiusure di attività commerciali e arresti.
Dopo la notifica della richiesta di archiviazione, gli atti saranno esaminati dal Gip che deciderà se accogliere la proposta della Procura e disporre l’archiviazione, oppure chiedere ulteriori indagini o procedere con l’imputazione. La motivazione del provvedimento, qualora disponibile, sarà decisiva per chiarire i profili giuridici considerati dalla Procura nella valutazione della rilevanza penale del fatto.
Il caso solleva questioni più ampie sull’interpretazione e sull’applicazione pratica della normativa nazionale sulla cannabis light, oltre a riaprire il dibattito politico e giudiziario sulle misure adottate dal Governo in materia. Blengino ha annunciato che attenderà di leggere il provvedimento ufficiale e le relative motivazioni prima di formulare ulteriori dichiarazioni.














