Mentre il Pronto Soccorso registra oltre 62.000 accessi in un anno per problemi psichiatrici — più di 170 al giorno — e i dati regionali mostrano che i piemontesi in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale sono passati da 73.000 a oltre 75.000 in un biennio, la provincia di Cuneo può contare su un presidio territoriale pensato proprio per interrompere questa spirale: il progetto "Psicologo delle Cure Primarie" (Pcp).
Avviato dalla Regione Piemonte in collaborazione con l'Ordine degli Psicologi del Piemonte (Opp), il progetto — finanziato fino al 2028 con la Legge regionale n. 2 del 3 febbraio 2026 — è oggi pienamente operativo in tutte e 12 le Asl piemontesi.
Nelle Asl Cn1 e Asl Cn2 sono state erogate complessivamente 6.150 prestazioni dirette (codice Disciplina 91 – Psicologia) dalla fase di avvio al 31 dicembre 2025
A livello regionale, il quadro è eloquente, le prestazioni complessive erogate hanno raggiunto quota 53.419 al 31 dicembre 2025, di cui 51.584 destinate ad adulti e 1.835 a persone minorenni. I pazienti adulti complessivamente trattati sono stati 10.313, a fronte di 286 minorenni — una componente che, pur non essendo il target primario del progetto, ha fatto registrare una domanda crescente e non trascurabile. L'incremento nel triennio è stato pressoché ininterrotto: dai 2.998 pazienti del 2022 si è arrivati a 10.624 nel 2025, con una crescita che ha più che triplicato i volumi in tre anni. Il tempo medio di attesa per il primo accesso si è stabilizzato intorno ai 30 giorni su scala regionale, a dimostrazione di una rete capace di assorbire la domanda in modo coordinato.
La valutazione di efficacia, condotta su 1.413 pazienti che hanno completato il percorso di 8 incontri, ha restituito risultati significativi: la sintomatologia depressiva si è ridotta del 76%, quella ansiosa del 65%. Il profilo medio dell'utente è una donna (74% dei casi), di 45 anni di età, con un'occupazione (circa il 50%), che affronta temi legati alla malattia propria o di un familiare, esperienze di lutto, difficoltà relazionali, separazioni, problemi lavorativi.
«I numeri parlano chiaro: in provincia di Cuneo sono state erogate 6.150 prestazioni, un dato che si inserisce in un quadro regionale in cui la crescita della domanda non ha mai rallentato – sottolineano i direttori SC psicologia Asl Cn 1 e Asl Cn2, il dottor Maurizio Giuseppe Arduino e la dottoressa Ileana Agnelli - eppure la rete ha tenuto: il tempo medio di attesa per il primo colloquio si è stabilizzato intorno ai 30 giorni, un risultato che non era affatto scontato. Ciò che ci incoraggia di più, però, sono i dati di efficacia: chi ha completato il percorso ha visto ridursi la sintomatologia depressiva del 76% e quella ansiosa del 65%. Le attività previste dal progetto sono realizzate in integrazione e continuità con gli altri interventi psicologici previsti dalle due AA.SS.LL. Cuneesi, dedicati alla popolazione minorenne e adulta sul territorio».
«Non stiamo parlando di un servizio di sostegno generico, ma di un intervento misurabile, fondato sulla ricerca scientifica. Investire nella valutazione dell'efficacia non è un lusso: è la condizione perché questo modello possa essere difeso, replicato e migliorato», dichiara la prof.ssa Georgia Zara, vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte, docente dell'Università di Torino
«Siamo nati come progetto sperimentale, ma siamo diventati qualcosa di diverso: un punto di riferimento per un disagio diffuso che, evidentemente, non trovava risposta altrove. Il Piemonte è stata la prima regione in Italia ad istituire questa figura e i numeri ci dicono che era necessario farlo. Intercettare il malessere prima che diventi patologia significa meno ricoveri, meno accessi impropri al Pronto Soccorso, meno costi per il sistema sanitario — e soprattutto meno sofferenza per le persone. Adesso servono altre risorse: il finanziamento triennale è una base, ma 70 psicologi su scala regionale restano pochi rispetto a una domanda che continua a crescere», aggiunge il dottor Giancarlo Marenco, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte.
Lo Psicologo delle Cure Primarie opera in più sedi, direttamente collegate alle Case di comunità, in raccordo con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli infermieri di comunità. L'accesso avviene tramite Cup oppure attraverso i servizi di psicologia, sempre con l'impegnativa del medico di famiglia. Il servizio si rivolge a tutte le cittadine e i cittadini piemontesi. Le sessioni — fino a un massimo di 24 — hanno cadenza settimanale o bisettimanale.














