Nella giornata di oggi, lunedì 6 luglio, la postazione del 118 di Garessio è rimasta priva di personale medico. Una situazione di grave emergenza per il territorio che ci ha spinti a ricostruire i fatti per capire come si sia potuti arrivare a questo punto.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, non si è trattato di un'assenza improvvisa: il medico per il turno di oggi non è mai stato trovato. Il "buco" in organico era infatti presente sin dalla pubblicazione dei turni e, trattandosi di una scopertura programmata e non di un'emergenza improvvisa, non è stato possibile attivare il personale reperibile. La postazione è rimasta così scoperta per ore.
Le amministrazioni comunali erano state ampiamente informate della grave carenza di personale medico che affligge il settore. Tuttavia, forse per mera propaganda elettorale, non sono state in grado di accettare una riorganizzazione mirata che avrebbe garantito una copertura ottimale del territorio. Si preferisce rincorrere soluzioni temporanee, come l'ingaggio di medici "gettonisti" esterni al sistema da 100 euro l'ora, che questa volta non si sono nemmeno trovati.
In questo scenario, la presenza di quello che la sindaca ha liquidato con le parole "mero infermiere" non era prevista dal piano turni. A questo proposito, il sindacato Nursind ci tiene a precisare che il personale infermieristico si era reso da subito pienamente disponibile a garantire la continuità assistenziale, accettando un maggiore carico di lavoro pur di non lasciare scoperto il servizio. Evidentemente, però, gli infermieri non sono stati ritenuti sufficientemente preparati dalle amministrazioni comunali.
Il risultato di questa gestione è la gravissima situazione della giornata odierna. La sanità pubblica è sempre più dipendente da scelte politiche scellerate e propagandistiche, portate avanti senza alcuna conoscenza del sistema e senza tenere in minima considerazione la salute e il benessere del cittadino.













