Quando l'interesse pubblico non si ferma ai soli confini geografici, di questo è fortemente convinto il sindaco di Roccavione, Paolo Giraudo, mettendo a tacere chi lo taccia di manie di protagonismo. Si tratterebbe al contrario di senso di realtà e di responsabilità verso una comunità dinamica in continuo interscambio tra valli e città.
“Un sindaco – sostiene Giraudo - non può interessarsi soltanto di ciò che accade entro il cartello che delimita il proprio Comune. I nostri cittadini lavorano a Cuneo, utilizzano le strade provinciali, frequentano scuole e ospedali che si trovano altrove e dipendono da collegamenti che interessano più territori. Roccavione è alla porta di due valli e si trova lungo un asse internazionale: occuparsi di ciò che accade intorno a noi non è protagonismo, è fare il proprio dovere”.
Conoscere dinamiche e realtà limitrofe per un sindaco è uno strumento di lavoro indispensabile per poter intercettare i bisogni e tradurli, laddove possibile, in fatti concreti. Giraudo è netto nel dire che i piccoli Comuni montani hanno bisogno “prima di tutto di essere ascoltati, prima che vengano prese le decisioni, non informati quando tutto è già stato deciso. Servono strade sicure, trasporti, scuole, servizi sanitari accessibili e strumenti che permettano alle imprese di restare e ai giovani di costruire qui il proprio futuro. Le valli non chiedono privilegi o favori: chiedono di non essere considerate periferie sacrificabili”.
A proposito di infrastrutture e collegamenti, ha accolto con soddisfazione la notizia del completamento anche della vecchia canna del tunnel di Tenda. “Il progetto per l’allargamento della galleria storica è stato approvato, la copertura finanziaria è stata completata anche grazie all’impegno francese e ora si può procedere verso la gara. Dopo anni di ritardi, polemiche e incertezze, istituzioni italiane e francesi e amministratori del territorio sembrano finalmente concordare sull’obiettivo: completare l’opera e arrivare a due canne realmente operative.
Sono soddisfatto soprattutto perché il territorio ha saputo parlare con una voce sola. Quando sindaci, Regione, Governo e interlocutori francesi lavorano nella stessa direzione, i risultati arrivano. Adesso, però, servono tempi certi: nel Cuneese abbiamo imparato a non festeggiare un’infrastruttura prima di averla vista davvero conclusa”.
L'ambiente è stato uno dei temi che di recente ha visto bocciare Roccavione da Legambiente, cosa che Giraudo ha rispedito al mittente preferendo promuovere un approccio che concili sviluppo e tutela del territorio. “E' indispensabile. Ma l’ambiente si difende con interventi concreti, manutenzione, cura del territorio, riduzione degli sprechi e progetti utili alle comunità. Non con etichette distribuite dall’alto.
Le associazioni svolgono un ruolo importante e meritano rispetto, ma la loro autorevolezza dipende dalla capacità di conoscere i luoghi, ascoltare chi li amministra e valutare i fatti senza partire da conclusioni già scritte. Quando il pregiudizio politico viene prima dell’analisi, si rischia di indebolire anche le battaglie ambientali più serie”.
Ed è proprio sul ruolo della politica nell'affrontare disagi sociali e gestire la sicurezza pubblica che Giraudo riflette su come questa debba “saper aiutare chi si trova realmente in difficoltà, ma non deve mai confondere la fragilità con l’illegalità. Comprendere le cause sociali di un problema non significa giustificare chi delinque o chiedere alle persone perbene di abituarsi al degrado.
Talvolta ho l’impressione che una parte della politica dedichi più attenzione a trovare attenuanti per chi viola le regole che ad ascoltare commercianti, lavoratori, famiglie e residenti che quelle conseguenze le subiscono ogni giorno. È un rovesciamento delle priorità che non condivido. Chi ricopre un incarico pubblico è pagato dai cittadini e ha innanzitutto il dovere di tutelare chi lavora, paga le tasse e rispetta le regole”.
Se finora s'è parlato del ruolo della politica, ora lo sguardo si sposta alle elezioni provinciali in autunno, quando si voterà per il presidente e per il Consiglio provinciale. La proiezione su equilibri e schieramenti vede Giraudo chiarire: “Non vorrei che la Provincia diventasse il luogo nel quale i partiti si dividono i posti con il bilancino. Devono contare la qualità degli amministratori, il rapporto con i Comuni e la capacità di rappresentare davvero i territori.
È però evidente che Fratelli d’Italia è cresciuta molto, nel consenso e nella presenza tra gli amministratori locali, e credo sia ragionevole puntare a una rappresentanza più adeguata. Allo stesso modo, il Cuneese e le sue valli devono poter esprimere una voce diretta sui temi della viabilità, delle infrastrutture, delle scuole e dei servizi ai piccoli Comuni. Non è una questione personale: conta costruire una squadra forte. Da parte mia, come sempre, sono pronto a dare il mio contributo dove possa essere utile”.
Va in questa direzione l'invito a recuperare “la capacità di distinguere i problemi reali dalle battaglie ideologiche. Gli amministratori incontrano ogni giorno persone che chiedono una strada sistemata, un servizio che funzioni, maggiore sicurezza o una risposta in tempi ragionevoli. Non chiedono slogan.
La buona politica non deve spiegare ai cittadini che la realtà da loro vissuta è sbagliata perché non coincide con una teoria. Deve ascoltarli, assumersi delle responsabilità e cercare soluzioni. È questo il modo in cui intendo continuare a fare il sindaco e a rappresentare il nostro territorio”.














