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Agricoltura | 07 agosto 2026, 14:32

Frutta, Coldiretti Cuneo: "Troppo ampia la forbice tra campo e supermercato"

Per pesche e mele Golden i consumatori cuneesi pagano un prezzo da 4 a 6 volte superiore rispetto al prezzo liquidato agli agricoltori

Frutta, Coldiretti Cuneo: "Troppo ampia la forbice tra campo e supermercato"

Due euro e 54 centesimi al chilo alla cassa, circa 70 centesimi all’agricoltore

È il caso delle pesche, tra quanto riconosciuto al produttore e il prezzo pagato dal consumatore si apre uno scarto di 1,84 euro. Quasi tre quarti del prezzo finale non corrispondono quindi al valore riconosciuto a chi produce. Una forbice così ampia non può restare senza spiegazioni, per questo Coldiretti Cuneo chiede piena trasparenza su come venga distribuita lungo la filiera la parte di valore che separa il campo dalla cassa.

È quanto emerge dall’elaborazione realizzata mettendo in relazione le medie dei prezzi rilevati nei primi giorni di agosto nelle principali catene distributive della provincia con le quotazioni disponibili. Il confronto è stato effettuato, a parità di tipologia e condizioni commerciali, su pesche e mele Golden.

Ma il divario è ancora più significativo sulle Golden per le quali, a fronte di un prezzo medio al consumo di 2,38 euro al chilo, all’agricoltore vengono liquidati circa 40 centesimi, con una differenza di 1,98 euro. Il prezzo alla cassa è quindi quasi sei volte quello riconosciuto al produttore.

La rilevazione evidenzia anche una significativa variabilità dei prezzi tra le diverse aree della Granda, il divario raggiunge il 25% per le Golden e il 65% per le pesche.

Il quadro assume ancora più rilievo considerando l’andamento delle quotazioni agricole nazionali. Nella quarta settimana di luglio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i prezzi all’origine di pesche e nettarine sono diminuiti del 18%, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea.

Tutto questo avviene mentre le aziende agricole affrontano gli effetti delle temperature elevate, della siccità, delle grandinate e della cimice asiatica. Il caldo può provocare scottature sui frutti e rendere parte della produzione non commerciabile, mentre crescono il fabbisogno di acqua e i costi necessari per irrigare, difendere le colture e portare a termine la raccolta.

“Per un chilo di pesche all’agricoltore vengono riconosciuti 70 centesimi, mentre il consumatore ne paga mediamente 2,54 euro – dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo –. La distribuzione di questa differenza lungo la filiera deve essere chiara. Agricoltori e cittadini condividono lo stesso interesse, ovvero poter contare su un mercato trasparente, che tuteli chi acquista e riconosca il giusto valore a chi lavora nei campi”.

“Serve rendere trasparente la formazione del prezzo e garantire una distribuzione più equilibrata del valore – conclude Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo –. Occorrono contratti scritti, il pieno rispetto della legge contro le pratiche commerciali sleali e accordi più solidi tra produzione, trasformazione e distribuzione. L’obiettivo è assicurare un reddito dignitoso alle aziende senza scaricare gli squilibri sulle famiglie e, nello stesso tempo, rilanciare i consumi di frutta italiana, locale e di stagione”.

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