La situazione di Corso Giolitti torna al centro del dibattito cittadino.
A intervenire è Antonio Moschella, presidente dell’associazione apolitica e apartitica “Nuovo Corso Giolitti”, che prende posizione dopo l’intervento del Questore di Cuneo pubblicato su Targatocn il 13 agosto.
La dottoressa Rosanna Minucci ha dichiarato che su corso Giolitti non si è mai abbassata l'attenzione. Questo Moschella lo riconosce e sottolinea infatti il lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine negli ultimi anni, evidenziando come dalla costituzione dell’associazione, nel 2023, la situazione sia migliorata rispetto al passato.
"L’attività del precedente Questore Grassi ha assicurato il ripristino di una situazione almeno accettabile e sotto controllo rispetto a quella precedente, con il libero spaccio sulle panchine del corso", sottolinea, rimarcando come i controlli stiano garantendo questa situazione tutto sommato positiva, grazie al ruolo svolto dai presìdi fissi e dalle stazioni mobili di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Moschella porta inoltre come esempio concreto una vicenda che ha visto la collaborazione tra residenti e Forze dell’Ordine: "Un ladro di biciclette a voi denunciato, identificato dalle telecamere di sorveglianza e arrestato, ha prima subito un Daspo e poi è stato processato e condannato".
Il punto di maggiore dissenso riguarda però la distinzione tra pericolo reale e pericolo percepito.
"Mi permetta di dissentire sulla questione della vicinanza alla stazione alla quale si attribuiscono tutti i problemi e sulla questione del pericolo percepito e quello reale, perché questa differenza non esiste più", afferma Moschella.
Secondo il presidente dell’associazione, infatti, i problemi non riguarderebbero soltanto gli episodi più eclatanti, quelli che finiscono sulle pagine dei giornali, ma anche una serie di situazioni quotidiane che difficilmente arrivano all’attenzione delle autorità.
"Nel corso arrivano soggetti anche con le auto da fuori città e non ci sono solo le risse ed i casi che finiscono sui giornali, ma anche quelli che non fanno notizia", evidenzia.
Il riferimento è agli episodi di ubriachezza, alle richieste di denaro e alle persone importunate durante il rientro a casa, ma anche agli assembramenti che si concentrano sulle panchine e alle fermate degli autobus nelle ore serali e notturne.
"Ci sono i casi in cui vieni importunato o fermato con la richiesta di denaro", racconta Moschella, che punta l’attenzione anche sull’utilizzo delle cosiddette panchine intelligenti: «Ricaricando i cellulari alle prese di corrente delle panchine “intelligenti”, si ascolta musica a tutto volume disturbando il vicinato».
È proprio sulla definizione di “percezione” che arriva la contestazione più netta: "La “percezione più sensibile dei cittadini” la respingo totalmente".
Per Moschella, infatti, quello che vivono i residenti non può essere liquidato come una semplice sensazione di insicurezza. È una realtà quotidiana che, a suo giudizio, comprende anche episodi che non vengono denunciati o raccontati pubblicamente.
Nel mirino dell’associazione finisce infine anche l’Amministrazione comunale. Moschella riconosce il dialogo mantenuto nel tempo con il Comune, ma chiede un salto di qualità nell’azione amministrativa.
"Non basta ribadire questi “sono fenomeni complessi” o “la società cambia velocemente”, afferma. "Tutto questo deve essere con determinazione governato".
Una posizione che rilancia dunque la richiesta dei residenti di Corso Giolitti: non soltanto attenzione e controlli, ma una risposta concreta e continuativa a una situazione che, secondo l’associazione, non può più essere ricondotta alla sola percezione di insicurezza.














