Valorizzare il ruolo dell'agricoltura nella tutela del territorio, favorire lo stoccaggio del carbonio nei suoli e trasformare il carbon farming in una nuova opportunità di diversificazione del reddito per le imprese agricole piemontesi. È questo l'obiettivo della proposta di legge regionale presentata dal consigliere regionale Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia), dal titolo "Valorizzazione del carbon farming e dei servizi ecosistemici prodotti dalle attività agricole".
La proposta parte da un presupposto: l'agricoltura non produce soltanto alimenti, ma svolge anche una funzione fondamentale nella tutela del territorio e nella conservazione degli equilibri ambientali.
"Gli agricoltori sono già protagonisti della tutela del territorio e possono diventare protagonisti anche della nuova economia legata alla sostenibilità, – sottolinea Sacchetto – con questa proposta vogliamo accompagnare le aziende piemontesi, in particolare le piccole e medie imprese, verso le opportunità offerte dal carbon farming, evitando di creare sovrastrutture regionali e lavorando invece in raccordo con il quadro europeo e nazionale".
La Proposta di legge prende in considerazione le pratiche agricole capaci di incrementare e conservare la sostanza organica dei suoli, favorire l'assorbimento e lo stoccaggio del carbonio, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e migliorare la fertilità e la resilienza dei terreni.
Un punto centrale riguarda la riduzione dei costi di accesso ai sistemi di misurazione e certificazione. La Regione potrebbe sostenere attività di assistenza tecnica, monitoraggio del carbonio nei suoli, formazione e informazione, ricerca e sperimentazione, oltre ai costi connessi all'accesso ai sistemi di certificazione riconosciuti.
Particolare attenzione viene riservata all'aggregazione delle imprese agricole. Cooperative, consorzi, organizzazioni di produttori e altre forme associative potranno consentire alle aziende di condividere i costi relativi ad assistenza tecnica, monitoraggio, certificazione, gestione dei dati e commercializzazione delle unità certificate.
"La dimensione è fondamentale, – prosegue Sacchetto – se chiediamo a una piccola azienda agricola di sostenere da sola tutti i costi di misurazione, monitoraggio e certificazione, rischiamo che questa opportunità rimanga accessibile soltanto ai soggetti più strutturati. Dobbiamo invece creare le condizioni perché anche le nostre imprese possano partecipare, aggregandosi e condividendo i costi".
La proposta prevede inoltre un raccordo con il Registro regionale dei crediti di carbonio e con gli eventuali sistemi nazionali ed europei di certificazione e registrazione, nel rispetto del quadro normativo vigente.
Per l'attuazione della legge è prevista una dotazione iniziale di 100 mila euro per il 2027, destinata a essere finanziata nell'ambito delle risorse regionali dedicate all'agricoltura e allo sviluppo rurale. Per gli anni successivi, la dotazione sarà definita attraverso le leggi di bilancio, anche mediante l'utilizzo di risorse europee e nazionali compatibili.
"Non vogliamo creare un mercato regionale parallelo né sostituirci alle regole europee e nazionali, la Regione deve fare ciò che le compete: accompagnare le imprese, favorire l'aggregazione, sostenere la misurazione e la certificazione e fare in modo che il valore generato dalle pratiche agricole virtuose possa essere riconosciuto adeguatamente a chi sostiene concretamente i costi e gli impegni. Con questa proposta vogliamo dare un segnale concreto: la sostenibilità non deve essere vista soltanto come un costo per l'agricoltura. Se correttamente accompagnata, può diventare anche una leva di innovazione, competitività e reddito per le nostre aziende. Il Piemonte ha tutte le condizioni per essere protagonista di questo percorso", conclude Sacchetto.














