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Agricoltura | 08 settembre 2026, 18:15

"Il Modello Saluzzo funziona eccome": così la rete del territorio sostiene agricoltura e lavoratori stagionali

La testimonianza dell'Azienda agricola Migliore Carlo: "Trovare manodopera è solo il primo passo, servono anche accoglienza, organizzazione e persone che ogni giorno tengono in piedi un sistema prezioso che merita di essere difeso e raccontato per quello che realmente è"

"Il Modello Saluzzo funziona eccome": così la rete del territorio sostiene agricoltura e lavoratori stagionali

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza dell'Azienda Agricola Migliore Carlo sul sistema di accoglienza migranti per la raccolta stagionale della frutta.

"Manodopera agricola, accoglienza diffusa e il lavoro silenzioso di una rete che ogni giorno sostiene il territorio. Vorrei fare un po’ di chiarezza su un tema che riguarda da vicino il mondo agricolo del nostro territorio: la ricerca di manodopera stagionale e tutto ciò che viene messo in campo per permettere alle aziende di trovare lavoratori e, allo stesso tempo, offrire loro condizioni di accoglienza dignitose. 

Chi lavora in agricoltura sa bene quanto sia difficile, ogni anno, reperire le persone necessarie per affrontare la stagione della raccolta. La frutta non aspetta e, quando arriva il momento della raccolta, avere a disposizione la manodopera necessaria è fondamentale per la sopravvivenza stessa delle aziende. 

La mia azienda, da diversi anni, si avvale dei cosiddetti “stagionali della frutta”: ragazzi giovani che arrivano sul nostro territorio con la speranza di trovare un lavoro, guadagnare qualcosa e poter vivere dignitosamente. Sono persone che cercano un’opportunità e che, molto spesso, affrontano un viaggio e una stagione di lavoro lontano da casa. Purtroppo, per diverse ragioni, non sempre sono nelle condizioni di poterli ospitare direttamente in azienda. 

Ed è proprio qui che entra in gioco il Modello Saluzzo. 

Da anni è stata costruita una rete che mette in relazione le aziende agricole, i Comuni che hanno messo a disposizione le strutture di accoglienza, che sono coordinate a loro volta dalla cooperativa sociale Proposta 80, e dal Consorzio Monviso Solidale. Proprio il Consorzio Monviso solidale che è partner della rete, si occupa di raccogliere i curricula dei ragazzi, mettere in contatto i lavoratori con le aziende che cercano personale e facilitare concretamente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Una volta trovato il lavoro e stipulato il contratto, i lavoratori possono accedere alle cosiddette accoglienze diffuse dove trovano un posto letto, una cucina e servizi igienici condivisi. Può sembrare una cosa semplice. Non lo è. Dietro a ogni posto letto c’è un’organizzazione e, soprattutto, ci sono persone che ogni giorno si occupano della gestione delle strutture e degli ospiti. 

Ed è proprio questo aspetto che vorrei sottolineare. 

Troppo spesso ci dimentichiamo del lavoro svolto dagli operatori delle accoglienze diffuse. Non si tratta semplicemente di consegnare una chiave e indicare una stanza. Gli operatori si trovano quotidianamente a gestire persone con storie, esigenze e caratteri completamente diversi. Devono affrontare problemi di convivenza, difficoltà linguistiche, questioni burocratiche e situazioni personali complicate. In alcuni casi si trovano anche davanti a persone particolarmente fragili o a situazioni difficili da gestire. È un lavoro che richiede professionalità, pazienza, capacità di ascolto e una grande disponibilità umana. Eppure questo lavoro rimane spesso nell’ombra.

Quando parliamo di agricoltura e di lavoratori stagionali, ci limitiamo troppo spesso a dire che “manca la manodopera” oppure che “bisogna trovare i lavoratori”. 

Ma il problema non è soltanto trovare una persona disponibile a lavorare. 

Bisogna creare le condizioni perché quella persona possa arrivare sul territorio, trovare un lavoro regolare, avere un posto dignitoso dove vivere e riuscire a portare a termine la stagione lavorativa. Ed è proprio questo che la rete costruita nel Saluzzese cerca di fare. Non significa che tutto funzioni sempre alla perfezione. I problemi ci sono e sicuramente ci sono aspetti che possono e devono essere migliorati. 

Ma una cosa credo sia giusto dirla con chiarezza: il Modello Saluzzo funziona eccome. Funziona perché negli anni il territorio ha saputo costruire una rete concreta tra istituzioni, Comuni, servizi per il lavoro, aziende e operatori dell’accoglienza. E funziona anche grazie alle tante persone che, lontano dai riflettori, ogni giorno fanno il proprio lavoro affinché questa macchina possa andare avanti. E ci sono, infine, ragazzi che arrivano qui semplicemente perché cercano un lavoro.

Questa rete non va data per scontata. Va sostenuta, migliorata e valorizzata.Perché sostenere l’accoglienza dei lavoratori stagionali significa anche sostenere concretamente l’agricoltura del nostro territorio. E credo che questo sia un messaggio importante da ricordare: il Modello Saluzzo non è soltanto un modello di accoglienza. È anche uno strumento che permette al nostro sistema agricolo di funzionare. E per questo, a mio avviso, merita di essere difeso e raccontato per quello che realmente è". 

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