Non soltanto caditoie. La lotta alle zanzare avviata quest'anno ad Alba entra nella parte finale della stagione allargando l'attenzione ai ristagni d'acqua e ai piccoli corsi d'acqua che, complice la siccità, possono trasformarsi in potenziali focolai. I prossimi trattamenti sono programmati per il 9 e 10 settembre e, secondo quanto riferisce l'assessore all'Ambiente Roberto Cavallo, dopo questo ciclo ne sono previsti almeno altri due.
È uno dei primi bilanci del progetto al quale Alba ha aderito nel 2026, affidandone la gestione al soggetto coordinatore regionale IPLA Spa. Il programma rientra nella legge regionale 75/95, che consente agli enti aderenti di accedere a contributi regionali pari al 50% della spesa sostenuta. Alba è tra gli otto Comuni cuneesi che hanno scelto di affidare la gestione a IPLA ed è al suo primo anno di adesione.
Proprio per questo, tra maggio e giugno il lavoro è partito dalla conoscenza del territorio: sopralluoghi per individuare i siti potenzialmente più critici, con particolare attenzione alla zanzara tigre, e scelta delle postazioni di monitoraggio.
Il sistema lavora su più livelli. Per controllare la presenza degli esemplari adulti viene utilizzata settimanalmente una trappola attrattiva con ghiaccio secco, posizionata tra gli orti pubblici e il cimitero comunale. Per la zanzara tigre, invece, sono state collocate nove ovitrappole, le cui listelle vengono sostituite ogni due settimane. Il monitoraggio, iniziato il 19 maggio, proseguirà fino a ottobre.
I dati raccolti fino a metà luglio mostrano differenze molto marcate tra le diverse postazioni: il 14 luglio, per esempio, si andava dalle 2 uova rilevate nella stazione ALB04 alle 594 della ALB09, mentre la ALB06 ne registrava 522. Numeri che non vanno letti come una fotografia uniforme dell'intera città, ma che restituiscono la forte variabilità riscontrata tra i diversi punti di monitoraggio.
La suddivisione
Per organizzare gli interventi, Alba è stata suddivisa in sei zone. La zona 1 comprende l'area delimitata, tra le altre, da via Carlo Alberto Dalla Chiesa, via XXV Aprile, via della Liberazione, via Luigi Einaudi, corso Fratelli Bandiera e corso Piera Cillario; la zona 2 si sviluppa tra via Vivaro, corso Banská Bystrica, corso Europa, strada Basse, strada Gamba di Bosco e strada Toppino; la zona 3 interessa l'asse tra corso Europa e corso Italia e comprende, tra le altre, via Crispi, via Miroglio, strada Ronine, strada Cauda e strada Ballerini. La zona 4 comprende l'area tra via della Liberazione, via Santa Barbara, via Santa Margherita, strada Profonda, via Montebellina, corso Cortemilia e corso Italia; la zona 5 si estende tra Santa Rosalia, corso Enotria, corso Italia, corso Cortemilia, Montebellina e l'area verso la SP32; la zona 6 coincide con il quartiere Mussotto.
I trattamenti delle caditoie vengono effettuati quando il tecnico di campo ne rileva la necessità attraverso specifiche "caditoie spia" e comunque almeno una volta al mese durante la stagione. I prodotti impiegati sono biologici, a base di Bacillus thuringiensis var. israelensis per gli interventi del tecnico e di Bacillus sphaericus per quelli effettuati dalla ditta incaricata, Rentokil.
Il SAL aggiornato al 31 luglio restituisce la dimensione concreta del lavoro svolto. L'8 e il 9 giugno sono state trattate rispettivamente 333 e 98 caditoie nell'intera area urbana; il 16 giugno altre 15 nel quartiere San Cassiano. Il 23 giugno l'intervento ha riguardato 238 caditoie nelle zone 2 e 3, mentre il 30 giugno ne sono state trattate 18 nella zona 6, corrispondente a Mussotto. A luglio sono seguiti tre interventi sull'intera area urbana, con 108, 349 e 169 caditoie trattate rispettivamente il 10, 13 e 14 luglio. Il 20 luglio l'attività si è concentrata sulle zone 2, 3 e 5, per complessive 304 caditoie, mentre il 29 luglio ne sono state trattate 57 nella zona 4. Gli interventi hanno interessato in più occasioni anche i cimiteri di Alba, Mussotto e Biglini.
I sopralluoghi
È però l'andamento climatico dell'estate ad aver richiesto attenzione anche fuori dai punti tradizionalmente controllati. "La siccità ha fatto sì che alcuni rii, normalmente caratterizzati dalla presenza di acqua corrente, presentassero invece ristagni. Sono situazioni che possono diventare favorevoli alla proliferazione delle zanzare e che dobbiamo quindi seguire. Sul rio Berlotto, quello che arriva ai 'Tetti blu', abbiamo già effettuato interventi supplementari e c'è attenzione anche sul rio Misureto", spiega Cavallo.
Il rapporto IPLA documenta più in generale come gli interventi non abbiano riguardato soltanto le caditoie. Il 20 luglio è stato trattato un ristagno d'acqua in via dell'Acquedotto, mentre il 24 luglio l'intervento ha interessato un fosso di scolo tra viale Masera e corso Europa. In entrambi i casi è stato utilizzato un prodotto biologico a base di Bacillus thuringiensis israelensis.
Un'altra parte significativa del progetto riguarda i sopralluoghi nelle strutture pubbliche e private. Nel corso di luglio sono stati controllati asili nido, scuole dell'infanzia, RSA, centri anziani, vivai e il Centro di riabilitazione Ferrero. In alcuni casi sono emersi piccoli focolai legati a sottovasi, annaffiatoi, caditoie o pozzetti; dove necessario sono stati eseguiti o consigliati trattamenti specifici.
Particolare attenzione viene riservata ai cosiddetti "siti sensibili", come scuole e strutture sanitarie, dove la presenza del vettore coincide con una forte concentrazione di bambini, anziani o altri soggetti fragili, potenzialmente più esposti in caso di diffusione di malattie trasmesse dalle zanzare. La mappatura di queste aree rientra espressamente nei compiti dei tecnici di campo.
"Quest'anno abbiamo raddoppiato gli stanziamenti rispetto allo scorso anno e il lavoro continuerà anche nelle prossime settimane. Il 9 e 10 settembre è previsto il quarto ciclo e successivamente contiamo di effettuarne almeno altri due", sottolinea Cavallo.
Il progetto comprende infine un'attività di prevenzione rivolta direttamente ai cittadini: a giugno sono stati installati tre cartelli informativi nei cimiteri di Alba, Mussotto e Biglini e, alla data del rapporto, erano stati distribuiti circa 500 pieghevoli, anche nei quartieri considerati a rischio, negli oratori, agli orti urbani e durante i sopralluoghi.
La strategia adottata punta dunque a calibrare gli interventi sulla base di ciò che emerge dal monitoraggio: dalle caditoie ai ristagni occasionali, fino alle strutture considerate più sensibili. E settembre non rappresenterà la chiusura della campagna: dopo il ciclo del 9 e 10 sono già previsti almeno altri due interventi, mentre il monitoraggio della zanzara tigre continuerà fino a ottobre.














