Bra si prepara a trasformarsi ancora una volta nella capitale del gusto e delle eccellenze piemontesi.
BRA’S, la manifestazione che avrà luogo fra il 17 e il 20 di settembre nella Città della Zizzola, si alterna con CHEESE dal 2019, e richiamerà anche in questa edizione un numeroso pubblico, attratto dal mix perfetto fra prodotti tipici, cultura gastronomica e valorizzazione del territorio.
Il centro storico cittadino, con i portici di corso Garibaldi e piazza XX Settembre, saranno cornici ideale per un evento che intreccerà degustazioni, incontri e momenti di scoperta, offrendo ai visitatori un percorso diffuso tra le vie del centro e la possibilità di incontrare personaggi e chef famosi, come Antonino Cannavacciuolo (Chef Ambassador e Main Testimonial), Michelangelo Mammoliti, Enrico Crippa, Massimo Camia, Pasquale Laera, Gabriele Boffa, Fulvio Marino e altri.
Nel programma Talk e Show Cooking capaci di raccontare l'identità gastronomica del territorio attraverso sguardi e sensibilità differenti.
Ma chi c’è dietro una macchina organizzativa così complessa e chi lavora da anni al suo funzionamento?
Abbiamo incontrato il dottor Luigi Barbero, Direttore di Confcommercio ASCOM Bra e Segretario Generale di Confcommercio Provincia di Cuneo.
Le curiosità sul dietro le quinte di BRA’S ce le ha raccontate lui, con il suo elegante ed educato modo di relazionarsi con tutti, anche con i cronisti curiosi.
In passato Presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero, con incarichi presso il Ministero dell’Interno e in Confcommercio Nazionale, braidese DOC, Luigi Barbero ha svelato i retroscena di BRA’S, la sua soddisfazione per averla vista nascere e crescere, il suo impegno per un territorio che ama, con i tratti tipici del piemontese che non ama troppo l’esibizione, piuttosto la concretezza e la determinazione.

Dottor Barbero, questa è la 5a edizione di BRA’S: lei le ha vissute tutte?
“Naturalmente le ho vissute tutte intensamente, sia sotto l'aspetto della pianificazione che dell'organizzazione, insieme ad uno staff di persone di ASCOM e in collaborazione con il comune di Bra e dei tanti altri enti che siamo riusciti a coinvolgere”.
A chi venne in mente di aggiungere il genitivo sassone al nome della città?
“Nella prima edizione avevamo incaricato una società di comunicazione, alla quale avevamo dato espressamente indicazioni legate alla nascita di un nuovo evento importante su Bra. Un evento che partisse da un prodotto unico, che caratterizza e rappresenta la città di Bra, e che è appunto la salsiccia di Bra. Cercavamo un evento non ripetitivo o copia di altri già molto ben organizzati e posizionati in provincia di Cuneo, ma qualcosa di nuovo e di livello, e quindi abbiamo dato alcune indicazioni ed è venuta fuori questa ottima denominazione, che sostanzialmente vuole rappresentare il corollario dei prodotti della città di Bra”.
Come definirebbe CHEESE e BRA’S? Fratello maggiore e sorella minore? Fratello e sorella e basta? Cugini? Grandi amici?
“CHEESE è un grandissimo evento internazionale presente a Bra da oltre 25 anni, nato da un’intuizione di Slow Food e di Carlin Petrini, e che si è consolidato a livello internazionale. BRA’S è giovane, sta crescendo molto bene, completa e integra perfettamente, essendo biennale, la annualità in cui non c’è CHEESE. Li definirei Fratello e Sorella, ma anche grandi amici. Non ci sono invidie fra i due eventi. BRA’S è il minore, ma stiamo crescendo e abbiamo ormai raggiunto un ottimo livello di rappresentazione di una città e di un prodotto, e c’è margine perché si cresca ulteriormente”.
Dieci anni fa si sarebbe aspettato il successo di BRA’S?
“Prima ancora di essere un festival, BRA’S vuole essere una 'storia' che ovviamente parte dalla salsiccia, ma va oltre. Se anni fa, quando abbiamo ideato e fondato il consorzio, avessimo detto ad un macellaio di Bra che sarebbe diventata simbolo di un territorio, probabilmente avrebbe sorriso, senza crederci troppo. Invece è successo qualcosa di straordinario di cui io mi sento co-protagonista e sono fortemente orgoglioso di affermare alcune cose”.

[La cena di Gala 2024]
Dei segreti per caso?
“Non esattamente, delle constatazioni piuttosto. Ci sono prodotti che non solo si “mangiano”, ma ad un certo punto cominciano a 'raccontare': la nostra salsiccia racconta una città, le sue persone, un certo modo di lavorare, racconta la cultura e la storia, l’identità. La salsiccia di Bra è tutto questo, è una storia che arriva da lontano, dai tempi di Carlo Alberto, tuttora molto viva: è un’attrazione che i macellai hanno tramandato di generazione in generazione, ma oggi, attraverso una diversa modalità di comunicazione e di rappresentazione, col susseguirsi dei decenni, è entrata sempre più nelle case, nelle famiglie, nei ristoranti, nella memoria delle persone e nell’immaginario collettivo, come un qualcosa di magico. Anche inconsciamente, coloro che la conoscono e la amano hanno una sensazione di bello e di piacevolezza, di voglia di degustarla. C’è perfino un po’ di invidia in coloro che abitano lontano e non possono procurarsela facilmente. Quindi la salsiccia ha trascinato gli altri prodotti, tutti con una lunghissima storia, il formaggio, il pane, il riso, la carne piemontese, e di conseguenza il territorio di Langhe e Roero, le botteghe, i ristoratori gli agricoltori. Il turismo infine: oggi l’enogastronomia ha grande impatto sul richiamo turistico. Sono convinto che con la giusta e intelligente valorizzazione delle nostre tradizioni mettiamo le basi per generare il futuro”.
C’è un altro fine in BRA’S oltre a quello puramente commerciale, economico e turistico?
“BRA’S vuole contaminare di entusiasmo e di innovazione, coinvolgendo i fuoriclasse della cucina più famosi insieme ai fuoriclasse della ristorazione locale e quotidiana. Col suo grande prestigio la salsiccia trascina proposte di alto livello anche nelle attività legate alla somministrazione generale, negli eventi/aperitivi nei bar, nelle feste happy hour, nelle sagre di paese”.
Lei ama cucinare? Come si sente accanto a grandi cuochi come Crippa, Cannavacciuolo, Mammoliti e tutti gli altri chef che parteciperanno o hanno partecipato a BRA’S?
“Cucino, ma non amo troppo farlo, anche per ragioni di tempo. Mi sento bene accanto a loro. Nel ruolo avuto di Presidente dell’Ente di Promozione del Turismo ho avuto molte occasioni di frequentare chef provenienti da ogni parte del mondo e organizzare iniziative di valorizzazione dei tesori delle nostre Langhe, Roero e Monferrato, a cominciare dal tartufo e quindi si è creato un ottimo feeling. Parlare, discutere, approfondire tematiche legate alla cucina, insieme a specialisti come loro, mi appassiona. Tutti mi hanno dato altri e nuovi stimoli per proseguire questo importante e intenso lavoro”.

[Chef e Testimonial]
Ha mai preso parte ad uno 'show cooking'?
“Sì, tantissime volte, ed è un’esperienza che consiglio a tutti. Si entra nel cuore dei prodotti, della metodologia di lavoro e della tecnica per cucinare bene. Si conoscono persone che narrano i territori ed è un’opportunità: quando ho potuto, ho sempre cercato di parteciparvi”.
Che cosa aggiungerebbe e che cosa toglierebbe a BRA’S?
“Non toglierei nulla. Siamo partiti da poco e abbiamo ancora cose da aggiungere e già alcune idee su cui lavorare per le prossime edizioni, con contenuti nuovi e innovativi, per non essere banali o scontati. Stiamo crescendo e quindi i presupposti sono giusti, richiamano l’attenzione di un grande pubblico, non solo territoriale”.
Quelli dal 17 al 20 settembre saranno giorni intensi e ricchi di contatti pubblici. Le piace di più questo aspetto oppure il lavoro organizzativo precedente?
“Mi piacciono tutti e due gli aspetti del lavoro. L’attività organizzativa ti coinvolge con tanto impegno e qualche sacrificio. Il 'dietro le quinte' ti consente di appassionarti sempre più. Il mio impegno da anni è orientato verso la valorizzazione di Bra e di tutto il nostro bellissimo territorio e di questo sono orgoglioso e molto soddisfatto”.
Bra ha saputo creare due grandissimi eventi che si alternano ogni anno come CHEESE e BRA’S: qual è stata l’intuizione iniziale che ha portato al loro successo?
“Direi l’originalità dell’idea e il coinvolgimento di tutti, senza invidie o il sospetto che qualcuno voglia primeggiare. Si tratta di un lavoro in rete, con una condivisione degli obiettivi e credo che questo sia stato il segreto del successo di entrambe le manifestazioni”.
Dall’osservatorio ASCOM lei può valutare le ricadute sul territorio di BRA’S. Quali sono?
“Le ricadute sono immense, in termini economici parliamo di svariati milioni di euro. Per quanto riguarda le produzioni, basta la considerazione che sono in crescita non solo nel momento del festival, ma anche come indotto successivo, su una scala vasta di persone, che attraverso BRA’S conoscono i nostri prodotti e quindi nel tempo li acquistano e o vengono a degustarli nei ristoranti, e quindi si tratta sicuramente di una ricaduta importante. In questi giorni abbiamo le strutture ricettive piene e una produzione di salsiccia che oserei dire a 'incremento verticale'. Inoltre abbiamo intenzione al termine della manifestazione, con il coinvolgimento di nuovi strumenti e con la collaborazione di enti universitari, di misurare non solo gli aspetti numerici degli arrivi, ma anche la ricaduta economica, calcolata in modo puntuale e scientifico, da mettere a disposizione di collettività, istituzioni e sponsor”.

[L'ala Stellata]
La scomparsa qualche mese fa di Carlin Petrini verrà ricordata durante l’evento?
“Naturalmente sì. Avremo all’interno di BRA’S, sabato 19 e domenica 20 settembre, un susseguirsi di talk su diverse tematiche e una di queste, proprio la prima, è quella legata a Carlin Petrini. Racconterà le sue eredità, il suo lascito culturale e direi 'emozionale', che Carlin ha donato alle persone con privilegio di averlo conosciuto”.
Salsiccia, ma anche pane e riso e formaggi: come valuta la nascita dei Consorzi di Tutela di questi prodotti?
“Ogni prodotto che vuole presentarsi ai consumatori attraverso i propri produttori necessita di strumenti organizzativi. E ovviamente di investimenti, più efficaci se non avvengono in modo singolo e frammentato, ma attraverso organismi che rappresentano i produttori. Noi siamo orgogliosi di essere stati promotori e fondatori di due dei quattro consorzi, quello della Salsiccia di Bra e quello del Pane di Bra. Da quando hanno avuto avvio è aumentata esponenzialmente la visibilità e la riconoscibilità di questi prodotti”.
Lei non ha la sfera di cristallo ma … CHEESE e BRA’S rimarranno sempre nella sua città?
“Per quanto possa valere la mia opinione sono eventi fortemente legati alla città di Bra e qui rimarranno” .
BRA’S diventerà Fiera Internazionale?
“Vedremo. Ogni cosa ha il suo tempo”.
Come preferisce gustare la salsiccia di Bra?
“Su questo punto non ho dubbi: preferisco gustarla cruda, anche se cotta non perde le sue straordinarie qualità”.

















