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Eventi | 24 settembre 2026, 16:54

Ceresole d'Alba porta la sua tinca a Terra Madre con il progetto "Rabastè"

Fino al 27 settembre allo stand in Piazzetta Reale il Comune presenta il presidio Slow Food e il paesaggio delle peschiere, poi due appuntamenti in autunno al MuBatt: la caccia al tesoro del 4 ottobre e Paolo Tibaldi il 18

Ceresole d'Alba porta la sua tinca a Terra Madre con il progetto "Rabastè"

Il Comune di Ceresole d'Alba sarà presente a Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre 2026, per presentare Rabastè, il nuovo progetto dedicato alla valorizzazione della Tinca di Ceresole.

Lo stand istituzionale, allestito in Piazzetta Reale (PR315), nel cuore della manifestazione torinese, presenterà il Presidio Slow Food e il sistema delle peschiere a visitatori, buyer, ristoratrici e ristoratori: un'occasione per misurare l'interesse del mercato e collocare un prodotto di nicchia nella rete dei Presìdi.

L'iniziativa si inserisce nell'ambito del progetto "La Tinca di Ceresole d'Alba: rafforzamento della competitività e valorizzazione della filiera locale dell'acquacoltura tradizionale", promosso dal Comune di Ceresole d'Alba nell'ambito del Programma FEAMPA 2021-2027, finalizzato alla valorizzazione della Tinca quale prodotto identitario del territorio e alla promozione della filiera locale dell'acquacoltura tradizionale.

Rabastè nasce dalla volontà di rafforzare la riconoscibilità del prodotto presso cittadini, visitatori e consumatori, mettendo in relazione la qualità della produzione locale con il patrimonio paesaggistico, ambientale, storico e culturale che caratterizza il territorio di Ceresole d'Alba. In questa prospettiva, la tinca non rappresenta solo un'eccellenza agroalimentare, ma diventa elemento narrativo capace di raccontare il paesaggio delle peschiere, le pratiche tradizionali di allevamento, la biodiversità locale e il legame tra comunità, ambiente e cultura.

Una filiera tra DOP e Presidio Slow Food

La filiera della Tinca di Ceresole è un modello di rinascita territoriale, sostenuto dalla sinergia tra la Denominazione di Origine Protetta e il Presidio Slow Food. Nei primi anni Duemila questo pesce d'acqua dolce, legato alla tradizione contadina locale, rischiò di scomparire a causa dell'abbandono delle peschiere tradizionali e di tecniche di allevamento ormai superate. La risposta arrivò dalla comunità stessa, con la nascita nel 2003 dell'Associazione Amici della Tinca di Ceresole d'Alba.

Slow Food ne riconobbe presto il valore ecologico e gastronomico, accogliendo la tinca tra i propri Presìdi: da prodotto locale, la tinca è arrivata a platee internazionali come il Salone del Gusto e Terra Madre, entrando anche nelle cucine dell'alta ristorazione. Nel 2008 è arrivata la consacrazione ufficiale con la DOP, che ha reso la tinca di Ceresole il primo pesce d'acqua dolce in Europa a ottenere questa certificazione 

Oggi DOP e Presidio Slow Food agiscono in sinergia: la prima garantisce la tutela giuridica europea legata all'origine, il secondo sostiene i produttori custodi di un'eccellenza simbolo di biodiversità.

Le peschiere, un ecosistema costruito dalla comunità

Al centro della storia della tinca c'è il paesaggio delle peschiere: piccoli stagni artificiali scavati nei secoli passati dalle famiglie contadine per raccogliere l'acqua piovana, abbeverare il bestiame e irrigare i campi. La loro diffusione fu favorita dalla natura argillosa del Pianalto, ricca delle cosiddette "terre rosse", capaci di trattenere l'acqua a lungo senza disperderla nel sottosuolo. Prima dell'arrivo dei pozzi irrigui a motore, negli anni Ottanta, quasi ogni azienda agricola della zona aveva la propria "tampa": le più grandi funzionavano come vere infrastrutture idrauliche rurali, con una gestione collettiva dell'acqua regolata da turnazioni e accordi tra le famiglie.

Oggi se ne contano ancora oltre cento nel territorio di Ceresole. Da semplici riserve idriche, questi invasi si sono trasformati in un ecosistema umido di grande valore naturalistico, che ospita anfibi, insetti acquatici, uccelli migratori e una ricca vegetazione di canneti.

La partecipazione a Terra Madre Salone del Gusto rappresenta dunque un'occasione importante per portare questa storia a un pubblico nazionale e internazionale, confermando l'impegno dell'Amministrazione comunale nella tutela e nella promozione delle tradizioni agroalimentari del territorio.

Con Rabastè vogliamo raccontare la Tinca di Ceresole non soltanto come prodotto della nostra tradizione, ma come simbolo di un territorio e della Comunità che nei secoli lo ha custodito. Le peschiere, le tecniche di allevamento, la biodiversità e la memoria contadina fanno parte di un patrimonio che merita di essere conosciuto e valorizzato. Il paesaggio delle nostre terre rosse è parte integrante di questa identità: una terra particolare, argillosa, capace di trattenere l’acqua e che nei secoli ha contribuito a plasmare il paesaggio delle peschiere e le stesse attività agricole del territorio. – dichiara il Sindaco di Ceresole d’Alba, Chiara Masia- Essere a Terra Madre Salone del Gusto significa portare questa storia a un pubblico più ampio, ma anche presentare la ricchezza di una comunità agricola che continua a produrre e innovare. La nostra attenzione, infatti, non si ferma alla Tinca di Ceresole: vogliamo valorizzare l’intero patrimonio agroalimentare locale, dalla nocciola alle fragole, dalle mandorle all’asparago, dal peperone al miele, fino ai biscotti Pampavia, espressione della nostra tradizione e della capacità di trasformare le materie prime del territorio.

Sono produzioni diverse, ma tutte raccontano il rapporto profondo tra agricoltura, ambiente e Comunità. La nostra terra, con le sue caratteristiche e le sue "terre rosse", non è soltanto lo sfondo delle nostre produzioni: è una risorsa che ne determina identità, qualità e storia. Vogliamo quindi costruire una narrazione complessiva delle eccellenze di Ceresole d’Alba, dando visibilità ai produttori e alle produzioni locali e rafforzandone la riconoscibilità. Rabastè vuole essere anche questo: un modo per tornare a valorizzare ciò che nasce dalla nostra terra e dal lavoro della nostra comunità, mettendo insieme tradizione e futuro.

Gli appuntamenti d'autunno

Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti con ritrovo presso il Mubatt:

Domenica 4 ottobre 2026, dalle ore 10.00 – Caccia al tesoro paesaggistica: un percorso a piedi o in bicicletta tra peschiere, cascine e luoghi della memoria, con prove, incontri e storie per scoprire il paesaggio e le storie di Ceresole d'Alba. 

Info e iscrizioni su www.turismoinlanga.it.

Domenica 18 ottobre 2026, dalle ore 17.00 – "Abitare il piemontese", con l'attore Paolo Tibaldi, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra lingua piemontese, territorio e cibo nella civiltà contadina, attraverso storie e aneddoti che intrecciano memoria, identità e cultura. Per l'occasione, il MuBatt – Museo della Battaglia di Ceresole d'Alba sarà aperto in via straordinaria.

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