Il consigliere comunale di minoranza, Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), ci ha fatto pervenire il testo dell’intervento da lui fatto ieri sera durante l’audizione in prima commissione del presidente della fondazione Crc Mauro Gola.
“Riteniamo – afferma Bongiovanni - sia indispensabile parlare del tema che è vicino al cuore pulsante della nostra comunità: il futuro del risparmio cuneese e, soprattutto, la trasparenza delle nostre istituzioni.
L’ingresso della Fondazione nel capitale e nel Consiglio di Amministrazione de La Stampa con un investimento di 1,5 milioni di euro non è una semplice operazione finanziaria. È una scelta politica ed editoriale che merita una riflessione profonda, soprattutto oggi, mentre ci avviamo verso la scadenza elettorale del 2027.
Presidente – ha detto rivolto a Gola - i dubbi che sollevano l’opinione pubblica e i consiglieri che hanno chiesto la sua presenza qui oggi, non nascono da un pregiudizio, ma da un principio cardine della democrazia: la netta separazione tra chi gestisce il potere economico e chi ha il dovere di informare i cittadini sull'operato di quel potere”.
Il consigliere di Cuneo Mia ha poi evidenzia quelli che, a suo avviso, sono i nodi da sciogliere.
“Il primo – ha sostenuto - riguarda il confine del conflitto di interessi. La Fondazione Crc finanzia, sostiene e orienta la stragrande maggioranza dei progetti culturali, sociali ed economici della nostra provincia. É, di fatto, il motore economico del territorio. Se la fondazione diventa contemporaneamente azionista e siede nel cdA del principale quotidiano di stampa locale – si è chiesto - chi garantirà l'imparzialità del racconto giornalistico quando si tratterà di analizzare, criticare o mettere in discussione le scelte della Fondazione stessa o delle amministrazioni che con essa collaborano? Il rischio, concreto, è quello di creare un circuito chiuso dove chi delibera i fondi controlla anche la voce di chi dovrebbe valutarne l'impatto.
Ci è stato detto che questo investimento serve a valorizzare l'informazione come "bene comune" e a dare "vetrina al territorio". Ma il giornalismo – ha sottolineato Bongiovanni - non è una vetrina promozionale; il giornalismo vive di indipendenza. Cuneo e la sua provincia non hanno bisogno di un canale istituzionale camuffato da quotidiano, hanno bisogno di cronisti liberi da condizionamenti d'organo. Come possiamo rassicurare i cittadini che le pagine locali de La Stampa manterranno la totale e terza equidistanza nella libertà di critica, se l'editore è lo stesso ente che finanzia il festival, il restauro o l'opera pubblica di cui si sta scrivendo?”.
Infine, una sua riflessione in vista dell’appuntamento elettorale amministrativo del il 2027.
“Siamo entrati nell'anno – ha ricordato - che ci porterà al rinnovo del Consiglio Comunale. La campagna elettorale è alle porte. In un
momento così delicato, la trasparenza deve essere assoluta. I cittadini di Cuneo hanno il diritto di sapere che il dibattito politico locale si svolgerà su un terreno di gioco paritario, dove nessun candidato, nessuna lista e nessuna coalizione possa godere di una corsia preferenziale o di una narrazione "benevola" a causa di incroci azionari tra l'ente di riferimento del territorio e la proprietà del giornale”.
Da Bongiovanni ancora un’esplicita e diretta esortazione a Gola.
“Presidente – ha detto nel suo intervento - noi non contestiamo la legittimità tecnica dell'operazione, ma ne contestiamo l'opportunità politica e culturale. Il risparmio dei cuneesi deve servire a creare welfare, lavoro e sviluppo tangibile, non ad acquistare quote in un settore editoriale in crisi per sedersi nei salotti della stampa che conta.
Alle cinque parole che sono state ricordate a inizio della commissione anche a noi è particolarmente cara la parola PARTECIPAZIONE, ma ne aggiungeremmo anche noi un’altra che sta sopra a tutte di cui si è parlato nel convegno a cui abbiamo assistito questa mattina dove si è tenuta una vera e propria lectio magistralis di don Ciotti, attenzione è un suggerimento e non ha nessuna allusione ed è la parola ETICA.
Chiediamo quindi alla giunta e alla fondazione – ha concluso - impegni precisi, formali e trasparenti per garantire che da qui al 2027 – e per gli anni a venire – i giornalisti della redazione di Cuneo siano messi al riparo da qualsiasi logica di scuderia. La libertà d'informazione è un bene troppo prezioso per essere scambiata con una quota azionaria del 5%”.














