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Attualità | 10 febbraio 2011, 15:08

Il parco eolico sul Mindino non si farà. Per il sindaco di Garessio è "una batosta"

Il no è arrivato dal Consiglio dei Ministri. La società proponente farà ricorso al Tar. Il comitato domenica festeggerà con una ciaspolata sul Mindino

Il Mindino

Il Mindino

Il progetto proposto dalla Garessio Viola eolica srl di Milano volto alla realizzazione di un parco eolico in località Bric Mindino – Prato Rotondo, sui territori dei Comuni di Garessio, Viola e Pamparato, ha fatto discutere per settimane associazioni ambientaliste, amministratori e comitato civico costituito “ad hoc”.

Da qualche giorno si attendeva il parere del Consiglio dei Ministri chiamato a pronunciarsi in merito dopo il dissenso manifestato nelle precedenti 4 conferenze dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dalla Direzione Regionale per la Gestione e Valorizzazione del Paesaggio. Ieri sera il comunicato stampa: “Nell’ambito del procedimento di ponderazione e composizione degli interessi coinvolti dal progetto di realizzazione del parco eolico di Prato Rotondo, nei comuni di Garessio, Viola e Pamparato (in provincia di Cuneo) il Consiglio ha ritenuto di condividere la posizione contraria espressa in conferenza di servizi, dichiarando pertanto non realizzabile il progetto”. Il Governo ha espresso, dunque, parere negativo.

Soddisfazione da parte del comitato “Mindino libero”, costituito a fine gennaio e capace, in poco tempo, di integrarsi perfettamente, portando la voce del territorio, al numeroso gruppo di associazioni ambientaliste che già dal 2006 (data della prima conferenza dei servizi) si sono interessate al progetto. “Mindino libero – afferma il comitato – dedica questa vittoria al rispetto della montagna e dei suoi abitanti”. Sentimenti opposti in Comune a Garessio dove il sindaco Renato Chinea lamenta: “si tratta di una batosta che avrà un’incisiva ricaduta sul bilancio. Speravamo di poter inserire fra le entrate i 250 mila euro all’anno che la realizzazione del parco eolico ci avrebbe fruttato. Una cifra significativa soprattutto per un bilancio come il nostro che versa in una situazione non facile. Ora vedremo come fare”. Avverso l’atto amministrativo adottato dal Consiglio dei Ministri è possibile proporre ricorso al Tar del Lazio.

“Abbiamo saputo anche noi cliccando sul sito internet del Governo del parere negativo del Consiglio dei Ministri – fanno sapere dalla società proponente - Ovviamente, siamo profondamente amareggiati anche perché si tratta di un progetto lungamente ponderato e condiviso da tutte le amministrazioni comunali interessate. Anche la Provincia, inizialmente dubbiosa soprattutto per la visibilità che alcune pale avrebbero avuto dal castello di Casotto, a seguito delle ultime modifiche apportate che eliminano ogni impatto visivo sul castello, si era detta soddisfatta. Un progetto che abbiamo modificato nel corso degli anni recependo tutti i consigli delle autorità preposte. Una volta lette le motivazioni della decisione del Governo valuteremo quale strada migliore adottare”.

Intanto la ciaspolata al Mindino prevista per domenica 13 febbraio, ideata per continuare a dire no al parco eolico, si è trasformata in una grande festa. “L’occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato – conclude “Mindino libero” – e per continuare a tenere gli occhi aperti sull’argomento. La giornata a livello nazionale sarà dedicata alla difesa della dignità delle donne, la nostra “piazza” sarà Mindino”. L’appuntamento è alle 10 presso la Baita dei castori al colle di Casotto. Si salirà con ciaspole o sci. Pranzo al sacco in vetta e poi ritorno alla Baita dove, alle 16.30, si terrà l’assemblea del comitato.

Annelise Beccaria

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