A cura dell'Alliance Française di Cuneo, nella saletta VIP del Lovera Palace a Cuneo è stato presentato ieri il libro “Le Beau pour tous” della giornalista parigina di moda Sophie Chapdelaine de Montvalon. Introdotta da Manuela Vico, Sophie ha raccontato l'avventura di due eccezionali donne, non molto conosciute in Italia, che sono state pioniere del prèt à porter e che hanno avuto una enorme influenza nel mondo della moda in Francia. Negli anni cinquanta una, Maimé Arnodin, ingegnere vedova con tre figli, si ricicla come redattrice della rivista di “Jardin des modes”, mentre l'altra, Denise Fayolle, laureata in filosofia, diventa direttrice di stile per moda e design presso i grandi magazzini francesi Prisunic.
A partire dagli anni '60, insieme per un quarantennio rinnovano il concetto del “bello ma accessibile” nella moda, che fino ad allora aveva osservato canoni rigidi sia nella concezione dei modelli che nella loro diffusione. L'Arnodin e la Fayolle riescono a coniugare infatti la moda bella, ma elitaria e cara, con quella a portata di tutti, ma triste e banale, creando un nuovo archetipo di stile, finalmente gradevole e non caro, che è stato il precursore dell'abbigliamento a largo consumo, e del quale la catena Zara ne è il nostro contemporaneo modello.
Fucina di questa linea rivoluzionaria è stata l'agenzia “Mafia”, che hanno fondato insieme nel 1968, dove, collaborando con creativi all'avanguardia, hanno sfornato innumerevoli idee innovative, curandone tutti gli aspetti, dai materiali alle realizzazioni dei prodotti finali fino alla loro presentazione e diffusione. Emblematici, in tal senso, sono stati i defilé delle creazioni per Prisunic, che hanno rotto la sacralità propria delle sfilate fino ad allora, rigide e nel silenzio più totale, con la presentazione delle modelle a piedi nudi danzanti sulle musiche dei Beatles.
Sophie ha fatto un enorme lavoro di recupero del materiale iconografico, difficile da reperire perché l'Arnodin e la Fayolle non conservavano nulla dei loro lavori, attingendo perciò agli archivi dei loro numerosissimi collaboratori, ed ha creato così un libro ricco e molto interessante













