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Curiosità | 30 aprile 2016, 18:33

Piozzo: torna il concorso di poesia in "lingua naturale"

L'appuntamento è per domenica 8 maggio alle 15, nella biblioteca civica piozzese

Piozzo: torna il concorso di poesia in "lingua naturale"

Torna il concorso di poesie nelle lingue naturali del Piemonte e della Valle d'Aosta, che da alcuni anni si ispira ad una poesia del dott. Giovanni Basso "Saria 'd Mag". Il medico e uomo di cultua , che volle riscoprire e opportunamente valorizzare la variante provenzale delle Valli monregalesi, detto "quié" o "kyé", animò il movimento poetico teso a comporre in forme linguistiche originarie.

Domenica 8 maggio, alle ore 15, nella Biblioteca Civica di Piozzo si riuniranno poeti dalle due regioni e pesenteranno le proprie opere.

Il Sindaco Adriano Bottero porterà il saluto della Amministrazione Comunale, attenta ad ogni espressione sociale che possa richiamare interesse nel bel centro della piana, già notissimo per la Fiera della Zucca, di ottobre ed altre attività artistiche. Con l'impegno della Associazione Culturale Monregalese, nata da poco tempo e presieduta da Gian Pietro Gasco, varrà illustrata la grande valenza letteraria delle opere nelle sei espressioni piemontese, provenzale, franco-provenzale, walser, varianti liguri e novaresi.

Vasta è stata la adesione e assai severa la selezione, onde poter presntare solo le liriche ad alta qualificazione letteraria.

I nomi più validi della poetica saranno presenti: dai piemontesi Revelli Tomatis, Bonino Priola, Bellino, Susa, Rollone, Gamba, Tomats, Rasero, Galvagno, Massimino, Ravizza, Masoni, -Mondino; i provenzali Arneodo, Rosso, Abello, Vinai; ai liguri: Biale, Nicolino, Bolia; ai novaresi Balossini, Nobile, Pavesi, Colombo; ai walsr Bacher e Favre; alla Franco-provenzale Vuillermoz.

Si analizzerà pure il modo di intervenire presso la Regione Piemonte affinchè sia ripristinata una adeguata legislazione  per la tutela del ricco patrimonio linguistico, onde sia possibile sostenere le iniziative necessarie a dar vita ad  attività più intense perchè non si perda l'uso della linguistica originaia.

c.s.

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