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Eventi | domenica 05 giugno 2016, 20:22

Giunge a conclusione l'ottava edizione del Premio Ostana

La manifestazione dedicato alle lingue madri resistenti si è tenuto dal 2 al 5 giugno

Giunge a conclusione l'ottava edizione del Premio Ostana

Dal 2 al 5 giugno si è tenuta a Ostana l'ottava edizione del Premio omonimo dedicato alle lingue madri resistenti.

Come dice Ines Cavalcanti, curatrice, il Premio Ostana è prima di tutto un festival dei diritti linguistici, un'occasione per celebrare e far incontrare scrittori, poeti, musicisti, registi, traduttori che con i loro lavori contribuiscono alla resistenza delle lingue minoritarie.

Nelle sette precedenti edizioni il Premio Ostana ha dato risalto a Friulano, Sloveno, Cimbro, Ladino, Armeno, Sardo, Tibetano, Basco, Rromani, Tutunaku, Catalano, Huave, Bretone, Sami, Ebraico, Maltese, Corso, Cheyenne, Curdo, Maori, Galiziano e - chiaramente - l'Occitano. In quest'ottava edizione, inoltre, sono stati premiati intellettuali di lingua madre provenienti dall'Ecuador (lingua Shuar), dalla Nigeria (lingua Yoruba), dai Paesi Baschi (lingua Euskera), dalla Frisia (lingua Frisone), dalla Grecìa salentina (lingue grika). Il Premio si conferma dunque un'occasione importante di incontro, riflessione, interazione di chi contribuisce a preservare lingue madri minoritarie. Un percorso lungo ormai otto anni che vuole celebrare le identità rappresentate dalle minoranze linguistiche promuovendo lo scambio e la condivisione, nella convinzione che attraverso la tutela e la diffusione delle lingue minoritarie si possa preservare anche il patrimonio mondiale della biodiversità culturale, oltre che linguistica.

 

In quest'ottica, due sono le novità di questa edizione: da un lato l'inaugurazione del centro polifunzionale Miribrart, borgata simbolo della rinascita architettonica e umana di Ostana; dall'altro l'introduzione di due nuove sezioni dedicate alla Carriera Artistica: un premio alla composizione musicale e uno al cinema.

 

Dopo tre giorni dedicati alla lettura di poesie, alla scoperta di lingue indigene lontane che condividono la battaglia per resistere, alla riflessione sulle possibili modalità di sopravvivenza delle lingue madri minoritarie, all'incontro artistico tra danze occitane, musica salentina, canti baschi e yoruba, nella mattinata di domenica 5 giugno si è svolta la cerimonia di assegnazione dei premi:

 

Kola Tubosun di lingua madre yoruba (Nigeria) ha ricevuto il Premio Speciale, in onore del progetto di tradurre Twitter nella sua lingua indigena; Maria Clara Sharupi Jua di lingua madre shuar (Ecuador) ha ricevuto il Premio Internazionale, per le sue poesie e il suo lavoro in rappresentanza della minoranza Shuar; Salvatore Tommasi poeta di lingua madre grika (Italia) riceve il Premio Nazionale per il suo sforzo mirato alla difesa del griko e della comunità che lo parla; Joan Ganiayre di lingua madre occitana (Francia) riceve il Premio lingua occitana per il suo lavoro di arricchimento dell’occitano; Tsead Bruinja di lingua madre frisona (Olanda) ha ricevuto il Premio Giovani per la sua opera di sensibilizzazione e di trasmissione del frisone; Lurdes Auzmendi di lingua madre basca (Spagna) ha ricevuto il Premio Traduzione, per il suo importantissimo lavoro di traduzione, vitale per lo sviluppo della sua lingua. E poi Rocco De Santis ha ricevuto il Premio Composizione Musicale in lingua grika, mentre Renato Morelli ha ricevuto il Premio al Cinema.

 

I contributi dei premiati sono stati arricchiti anche dalla lectio magistralis della nota scrittrice nigeriana Lola Shoneyin, ospite a Ostana per raccontare la sua esperienza nella lotta per la tutela della sua lingua, lo yoruba, e per raccontare quale può essere il ruolo di una lingua minoritaria in un mondo globale: “La globalizzazione permette agli uomini di essere sempre più connessi e genera sempre maggiore interazione tra gli uomini, però se in queste interazioni noi perdiamo completamente il senso di noi stessi e della nostra individualità - tutti aspetti che la nostra lingua madre ci regala come individui - allora la globalizzazione può diventare pericolosa. La Storia arriva agli uomini attraverso la loro lingua madre, ed è tramite essa che noi impariamo a guardare il mondo e stabiliamo qual è il nostro posto nel mondo. E’ bellissimo condividere le interazioni permesse dal mondo globale, ma per fare questo l'individualità va celebrata e non annullata. Cosicché quando facciamo collidere culture e lingue sia il meglio delle due identità a emergere. E questa è una cosa bellissima che bisogna promuovere in ogni modo e per la quale il Premio Ostana si batte da anni.”

 

Dice Ines Cavalcanti di Chambra d’oc, curatrice:

Il premio è anche e soprattutto un festival dei diritti linguistici. La diversità linguistica, come tutte le biodiversità, è a repentaglio e va difesa. Costruiamo ogni anno un programma chiaro: invitiamo persone che non sono soltanto poeti e scrittori, ma prima di tutto paladini delle lingue minoritarie che attraverso il loro lavoro contribuiscono a diffondere. Il Premio diviene quindi naturalmente un punto di riferimento, che fa rete con altri eventi nel mondo, come ad esempio festival letterari in Nigeria, a Oslo, in India o anche in Italia, come "Ritratti di Poesia" che si tiene a Roma. Questa rete permette di far conoscere il premio, di far circolare gli scrittori e allo stesso tempo di dare risalto al comune di Ostana e alla sua lingua, l'occitano.

 

Aggiunge il Sindaco di Ostana, Giacomo Lombardo:

Questi scrittori hanno in comune il sentimento di appartenenza alla propria lingua e alla propria cultura, è importante creare questa rete in un momento di disfacimento generalizzato di valori particolari, che non devono perdersi nel calderone della globalizzazione. Le varietà culturali, incluse quelle linguistiche, stanno morendo ma in ogni nazione ci sono persone che resistono. Noi cerchiamo di dare il nostro contributo facendole incontrare, nella convinzione che la condivisione, la "convivencia", sia la chiave. Negli otto anni di attività del Premio sono stati invitati 48 scrittori, di cui 8 erano occitani. Gli altri 40 rappresentavano 40 lingue diverse.

 

In allegato alcuni scatti: una foto di gruppo coi premiati, un ritratto di Lola Shoneyin, uno scatto di Sharupi e Auzmendi e un paio di scatti del Centro Polifunzionale Miribrart.


Le attività promosse dal Premio Ostana continuano: fino al 25 giugno sarà possibile visitare la mostra “Lenga(s) de guerra” curata dal CIRDOC. Proprio il 25 giugno, poi, si terrà il Convegno “Disobbedienti alla guerra” a cura di Fredo Valla e verrà conferita la cittadinanza onoraria di Ostana a Annibale Salsa, antropologo ed ex Presidente nazionale del CAI.


cs

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