Domani, lunedì 9 gennaio, Claudio Cussa – come annunciato nell’ultima seduta di Consiglio del 2016 - rassegnerà le dimissioni da sindaco di Savigliano.
In serata convocherà i capigruppo e con loro concorderà la data dell’assemblea consiliare per la formalizzazione della rinuncia che aprirà la strada al commissario prefettizio e poi al voto anticipato.
Oltre a Cuneo e Mondovì, dunque, anche la città dei Santarosa ritornerà alle urne nel turno previsto per la tarda primavera 2017 per eleggere sindaco e Consiglio comunale con due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Travolto dalla vicenda giudiziaria del caso delle cosiddette “firme false” – per quanto nei suoi confronti non sia stata emessa alcuna sentenza nemmeno di primo grado – Cussa, in coerenza con quanto asserito al momento della notifica del suo rinvio a giudizio, ha deciso di rimettere il mandato.
“Avevo detto che mi sarei dimesso nei primi giorni del nuovo anno e così farò. La mia scelta è irrevocabile”, ha fatto sapere il sindaco.
Trascorsi i venti giorni previsti dalla normativa, Giunta e Consiglio comunale saranno sciolti e in municipio arriverà un commissario designato dal Prefetto, cui competerà l’ordinaria amministrazione, poi i cittadini elettori saviglianesi ritorneranno alle urne.
A far cadere Cussa e la sua giunta, lo ricordiamo, l’inchiesta partita da un esposto di un candidato della lista dei Moderati, Rocco Tiranno, il quale aveva denunciato irregolarità nell’autenticazione delle firme a sostegno delle liste, in particolare quella appunto dei Moderati, che aveva come capolista il presidente uscente del Consiglio comunale, Antonio Motta.
Cussa è chiamato a rispondere insieme ad altri tre esponenti di questa formazione.
A maggio è prevista una nuova udienza, davanti al giudice del Tribunale di Cuneo Elisabetta Meinardi, ma difficilmente sarà risolutiva.
L’iter processuale si annuncia lungo e complesso: l’accusa ha infatti chiamato a deporre quasi un centinaio di testi.
Al di là degli aspetti giudiziari, resta ora il nodo politico: dopo oltre vent’anni di ininterrotto governo della città, il centrosinistra si trova ad affrontare l’appuntamento elettorale in una situazione di estrema incertezza, per la prima volta senza la figura di un candidato sindaco unanimemente condiviso.
Un caso diverso nella modalità ma non dissimile nella sostanza da quello di Cuneo: anche qui il centrosinistra – così come sta avvenendo nel capoluogo di provincia - rischia una lacerazione con conseguenze oggi difficilmente prevedibili.














