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Sanità | mercoledì 14 marzo 2018, 17:30

“Gli ospedali di Savigliano e Saluzzo sono complementari”, ma sull’Emodinamica la Regione continua a restare sul vago

Da un lato ci sono le delibere, dall’altro la Regione parla di “trovare una soluzione attraverso l’integrazione della cardiologia di Savigliano con la cardiologia interventistica del Santa Croce di Cuneo”. Cosa significhi in concreto, nessuno continua a spiegarlo

Antonio Saitta

L’ospedale cardine di Savigliano e quello territoriale di Saluzzo sono complementari e l’Asl Cn1 ha lavorato e sta lavorando ancora in questa direzione, continuando a garantire l’offerta sanitaria per i pazienti del territorio”.

Sono le parole, ormai neanche più nuove, di Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, pronunciate nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale del Piemonte.

Ancora una volta, la Regione risponde con la tesi dell’integrazione e della complementarietà tra i due presidi ospedalieri ai dubbi sollevati sulle sorti della sanità, in ambito strettamente locale.

Al tempo stesso, da Torino viene ribadito il concetto secondo il quale “sono stati differenziati gli interventi dell’area chirurgica, concentrando a Saluzzo gli interventi in elezione a basso rischio, in particolare gli interventi minori di chirurgia generale, oculistica, otorinolaringoiatria e urologia”.

Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.

Neanche quando il discorso si sposta sul futuro dell’Emodinamica, attualmente presente nell’ospedale di Savigliano.

“La presenza dell’emodinamica a Savigliano – ha detto Saitta - è importante e in questo senso la IV commissione del Consiglio regionale ha approvato un emendamento, proposto dal consigliere Paolo Allemano, alla delibera sull'edilizia sanitaria, nel quale si richiede di trovare una soluzione attraverso l’integrazione della cardiologia di Savigliano con la cardiologia interventistica del Santa Croce di Cuneo”.

Cosa significhi tutto ciò, tradotto in concetti “pratici”? Nessuno continua a spiegarlo.

Si parla di una “richiesta” volta a “trovare una soluzione”.

Si parla di integrazione tra la “cardiologia” di Savigliano e la “cardiologia interventistica” (sinonimo di “Emodinamica”) del Santa Croce di Cuneo.

Che fine farà dunque la “cardiologia interventistica” che attualmente trova posto a Savigliano?

Le delibere della stessa Regione parlano chiaramente di “trasferimento a Verduno”. Le parole dello stesso consigliere Allemano parlano di un “piano regionale” che prevede il servizio di emodinamica a Cuneo ed Alba (Verduno)”.

Cosa comporterà, in termini di risorse umane e di “operatività”, il passaggio da un’emodinamica “fissa” su Savigliano ad una “integrata” col Santa Croce di Cuneo?

Probabilmente anche noi saremo tra coloro (nemmeno pochi) che continuano a travisare (a quale scopo, poi?) la realtà.

In passato siamo stati anche etichettati, dall’attuale Dg dell’Asl Cn1 Francesco Magni come “disorientatori” in tema di sanità locale.

Sta di fatto che, ad oggi, nessuno continua a spiegare, a chiare lettere, cosa accadrà all’Emodinamica di Savigliano. Con una delibera regionale che invece, molto chiaramente, spiega quale sarà il futuro di questa struttura.

E, se vogliamo, anche quel “si richiede di trovare una soluzione attraverso l’integrazione della Cardiologia di Savigliano con la Cardiologia interventistica del Santa Croce di Cuneo” la dice lunga.

Ma noi, per non “disorientare la popolazione”, non andiamo oltre.

Nicolò Bertola

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