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Cronaca | venerdì 16 marzo 2018, 15:45

L’accusa chiede condanne dai 4 ai 7 mesi per quattro ex direttori della Michelin di Cuneo a processo per omicidio e lesioni colpose

A nove operai furono diagnosticati mesotelioma e carcinoma vescicale fra il 1998 e il 2003

Dopo una lunghissima istruttoria dibattimentale sono arrivate oggi le richieste del pm Davide Fontana nei confronti di quattro ex direttori dello stabilimento Michelin di Cuneo (in periodi diversi dal 1979 al 2004), imputati per lesioni colpose e omicidio colposo con riferimento a nove lavoratori che si ammalarono di mesotelioma e di carcinoma vescicale. Malattie insorte, secondo la tesi della Procura, in seguito all’inalazione delle fibre di amianto e al contatto le ammine aromatiche. Cinque operai sono nel frattempo deceduti, così come il quinto imputato.

Per l’accusa gli imputati avrebbero dovuto adottare i provvedimenti più opportuni al fine di tutelare la salute dei lavoratori nello stabilimento dove i dipendenti potevano venire a contatto con sostanze altamente cancerogene, come l’amianto, ammine aromatiche e talco, senza l’uso di dispositivi di protezione.

Nelle more processuali per alcuni dei reati contestati è intervenuta la prescrizione. Per quelli rimasti in piedi il pm Fontana ha chiesto le condanne a 4 mesi di reclusione per P.H.M,, 6 mesi per G.B. e F.T., 7 mesi per R.M., in quanto “non consta che, quantomeno fino agli anni ’90, siano stati adottati efficaci sistemi di prevenzione atti ad escludere (o comunque a ridurre in modo significativo) il rischio espositivo. Né consta che i vertici aziendali siano stati sollecitati in tal senso. E ciò è sufficiente per fondare un giudizio di responsabilità penale per i reati oggetto di questo processo”.

Nell’odierna udienza sono iniziate anche le arringhe difensive. L’avvocato Alberto Vercelli ha analizzato approfonditamente la genesi degli studi scientifici sulla diagnosi delle malattie oggetto del processo, il mesotelioma pleurico (che ha un periodo di latenza molto lunga) e il carcinoma vescicale diagnosticati fra il 1998 e il 2003, evidenziando la difficoltà di collocare il preciso momento dell'insorgenza della malattia e, quindi, l'impossibilità di stabilire il nesso causale con la condotta omissiva degli ex direttori. Ha inoltre esaminato la correttezza delle diagnosi per i 9 dipendenti, e i pregressi percorsi lavorativi in capo ad alcuni dei lavoratori, che furono a contatto per anni con sostanze come l’amianto prima di andare in Michelin.

L’udienza è stata rinviata il 27aprile per le altre difese.

Monica Bruna

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