Nelle ultime settimane la questione Tenda bis è ritornata prepotentemente attuale: prima la dichiarazione dell'assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco sull'intenzione di Anas di chiedere la risoluzione del contratto con Grandi Lavori Fincosit e, venerdì 23 marzo, l'annuncio da parte di Confcommercio relativo alla decisione di sciogliere il Tavolo di coordinamento del Tenda.
In tutto questo, l'unico soggetto che mai ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda è proprio l'azienda incaricata dell'esecuzione dell'opera, la Grandi Lavori Fincosit. Ricordiamo che si tratta di un'opera che supera i 176 milioni di euro e che il cantiere è rimasto sequestrato 5 mesi.
Targatocn ha saputo di una lettera inviata dall'azienda stessa ad Anas lo scorso 22 novembre, di nuovo il 30 gennaio scorso e poi reinoltrata per conoscenza il 5 febbraio 2018 alla Prefettura di Cuneo, alla Regione Piemonte, al Comune di Cuneo e alla Confcommercio di Cuneo. Pochi giorni dopo il tavolo di confronto in Prefettura durante il quale si era deciso per un ultimatum: "Se l’azienda non garantirà una ripresa celere dei lavori, stabilendo un cronoprogramma preciso, l’Anas è pronta a risovere il contratto".
Cosa c'era scritto in questa lettera? Il 22 novembre 2017 Grandi Lavori Fincosit aveva inviato ad Anas una nota con la quale si trasmetteva un programma operativo dei lavori, incluso un potenziamento della propria organizzazione per recuperare i ritardi. Fincosit spiega poi le ragioni per cui non avrebbe potuto agire. Cose estremamente tecniche: in sintesi, sosterrebbe che tutte le presunte non conformità sarebbero state oggetto di proposte specifiche di risoluzione, proposte poi, nei fatti, secondo l'azienda mai considerate da Anas. Inoltre, nessuna delle "non conformità" contestate avrebbe costituito intralcio al proseguimento dei lavori e motivo di preoccupazione in materia di sicurezza.
Ci sarebbe anche una seconda questione, altrettanto tecnica: gli anidriti nella galleria lato Francia. Allo stato attuale l'unico fronte di lavori aggredibile sarebbe la galleria lato Italia, in corso di esecuzione. In effetti, sul sito www.tunneltenda.it aggiornato al 9 febbraio 2018, gli scavi lato Francia sono avanzati di 493 metri, quelli lato Italia di 1066. Gli altri fronti sarebbero bloccati per cause non imputabili alla Fincosit stessa.
Fincosit conclude sostenendo che nessun ritardo è a lei imputabile e chiedendo, pertanto, che venga smentita ogni ipotesi di risoluzione del contratto, non essendo, appunto, imputabile a lei alcun inadempimento, in quanto avrebbe fornito già dal 28 novembre 2017 ogni chiarimento e ottemperato, ove possibile, ai suoi compiti.
E Anas? Contattata tramite l'addetto stampa per il Piemonte, fa sapere che "c'è una procedura interna in atto e che al momento non c'è alcuna dichiarazione da rilasciare sulla questione".
Dalla Regione Piemonte il commento dell'assessore ai Trasporti: "La Regione non fa il tifo per la rescissione contrattuale, che attiene esclusivamente alle dinamiche legali tra il committente e la ditta appaltatrice, ma di certo condivide le preoccupazioni del territorio per la intollerabile situazione di stallo che si è venuta a creare. Nell’incontro in Prefettura di inizio febbraio ANAS ha espresso la propria intenzione di procedere su questa ipotesi, di cui tutti abbiamo preso atto. A noi interessa che ripartano al più presto i cantieri, sarebbe grave se si facesse ulteriormente melina e si dilatassero ancora i tempi. Per quanto riguarda la caratterizzazione degli anidriti, a fronte delle controdeduzioni di Fincosit, smentisco che la Regione sia in difetto di procedura autorizzativa. Si tratta di una mera questione tecnica tra ARPA e Fincosit, come più volte ribadito nelle numerose riunioni tra i tecnici regionali, quelli dell’ARPA e della ditta".
Si attendono gli sviluppi della questione. A quanto risulta, ad oggi Fincosit non avrebbe ricevuto alcuna richiesta ufficiale di risoluzione del contratto.












