Un clima sereno di costruzione. È stato il senso dell'incontro svoltosi questa mattina in Provveditorato a Cuneo sulla situazione di Francesco: il ragazzo autistico di Boves che dal 18 ottobre non ha più frequentato il liceo "De Amicis" di Cuneo.
Al tavolo erano presenti il Provveditore Maria Teresa Furci, i genitori di Francesco, Paola Damiani dell’Ufficio Scolastico Regionale, il dott. Freni e la dottoressa Odasso della Provincia, i dottori Arduino e Fioretto dell’ASL, i professori Giraudo e Revelli distaccati presso l’Ufficio Scolastico Territoriale, la dirigente scolastica Rulfi accompagnata dalle docenti Bruno e Viola.
Francesco è stato messo al centro di ogni intervento, nel quale ognuno ha esplicitato, per quanto di propria competenza, gli obiettivi che si intendono realizzare per migliorare il suo percorso scolastico.
La Provincia di Cuneo, l’Ufficio scolastico territoriale e regionale, avendo la missione di garantire il diritto allo studio, si sono dichiarati pronti a integrare le risorse messe in campo a partire da quelle già presenti (sportelli per l’autismo, coordinatori per l’autismo di istituto, organico). Oltre che di risorse si è parlato delle strategie da mettere in atto, con particolare attenzione alla formazione del personale e all’accompagnamento e supporto da parte della Neuropsichiatria infantile e del C.a.s.a. (Centro autismo e sindrome di Asperger) alle azioni quotidiane dei docenti.
La volontà è quella di costruire una progettazione condivisa per favorire la migliore esperienza scolastica possibile per Francesco.
A conclusione del confronto, tutti i partecipanti hanno convenuto nel riconoscere che dalla discussione è emersa una comune volontà di garantire a Francesco, e a tutti i ragazzi che vivono le stesse necessità, la migliore inclusione possibile.
Insomma, Francesco tornerà a scuola? La famiglia valuterà i luoghi e i tempi di un eventuale reinserimento, mettendo in primo piano il benessere del ragazzo.
Quel che è certo è che mamma Claudia ha scoperchiato il vaso di Pandora sulla realtà difficile e complicata delle famiglie che crescono un figlio con disabilità. Per questo il suo post su facebook ha avuto questo risalto nazionale. #IoSonoConFranci ha dato voce a chi si è sentito escluso almeno una volta nella vita, e a quelle mamme (tante) che spendono la loro vita per crescere figli con bisogni speciali.
La scuola, soprattutto la secondaria di secondo grado, non vanta lunga esperienza in fatto di inclusione dei ragazzi con disabilità. Un tempo neanche ci arrivavano a frequentarla.
La storia di Francesco ha fatto da apripista per un percorso tutto da inventare. Lo confermano dall'incontro in Provveditorato: "La consapevolezza è quella che le difficoltà incontrate finora costituiscono per tutti una preziosa occasione di riflessione e di miglioramento del “fare” scuola".













