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Attualità | 28 dicembre 2018, 07:07

È il giorno della protesta dei tir in Val Roya: una trentina di mezzi pesanti a passo di lumaca per abolire “il divieto della vergogna” (FOTO E VIDEO)

La manifestazione è organizzata da Astra con il sostegno di Confartigianato Cuneo. Si contesta il divieto, per i mezzi italiani oltre le 19 tonnellate, di percorrere la Valle Roya. Una decisione assunta, ben 18 mesi fa, in modo unilaterale e respingendo ogni proposta di dialogo, dai sindaci di Tenda, La Brigue, Breil, Fontan e Saorge

È il giorno della protesta dei tir in Val Roya: una trentina di mezzi pesanti a passo di lumaca per abolire “il divieto della vergogna” (FOTO E VIDEO)

È partito il corteo di tir a passo di lumaca in Val Roya. Sono circa una trentina i mezzi pesanti che questa mattina, venerdì 28 dicembre, si sono assembrati in frazione Trucco di Ventimiglia intorno alle 6.

Una protesta organizzata da Astra Trasporti Associati Cuneo in collaborazione con Confartigianato Cuneo: “Per la libertà di circolazione e il diritto al lavoro occorre cancellare il divieto di transito ai mezzi sopra le 19 tonnellate emanato dalle autorità francesi”. Una decisione assunta, ben 18 mesi fa, in modo unilaterale e respingendo ogni proposta di dialogo, dai sindaci di Tenda, La Brigue, Breil, Fontan e Saorge.

I tir percorreranno due volte il tragitto dalla frazione Trucco di Ventimiglia sino al confine italiano di Fanghetto, rallentando il traffico. Ogni mezzo pesante ha incollato un cartello: “Aboliamo il divieto della vergogna! Libertà di circolazione in Valle Roya”.

"È una azione dimostrativa per far sentire la nostra voce – aveva dichiarato in conferenza stampa il segretario di Astra Cuneo Guido Rossi -. Ci spiace se creeremo disagi ai cittadini ma dobbiamo protestare per questo enorme disagio".

L'azienda Pallanca in frazione Trucco è il simbolo di questo divieto, pur avendo la necessità di portare materiali a Robilante, non può percorrere la strada con i mezzi pesanti. “Un’azienda di Borgo San Dalmazzo per arrivare a destinazione deve fare circa 150 chilometri in più - continua Calanta - e questo significa almeno 100 euro in più di spese ad ogni viaggio. Il divieto, relativamente ai rischi, potrebbe essere giustificato, ma negli anni il governo francese avrebbe già dovuto fare investimenti in questa valle come circonvallazione dei paesi, quindi sono in ritardo. Dovrebbero mettere in sicurezza questo passaggio internazionale perché non ha senso avere una strada così che è del 1800.”

Alle 8 il corteo dei tir ha bloccato la strada in corrispondenza di Airole, proprio all'ingresso del tunnel. Ricordiamo che la protesta dei tir lumaca è un'iniziativa concordata con le forze dell'ordine. Per evitare problemi al tunnel di Airole si è reso necessario l'intervento della polizia.

Alle 8.25 il traffico ad Airole è ripartito molto lentamente.

Alessi - Mazzariello

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