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Politica | 26 gennaio 2019, 12:00

#controcorrente: il “Giorno della Memoria” è importante per ricordare il passato, ma, ora, sono ancora troppe nel mondo le persone senza libertà

Gli orrori e tutte le dittature sanguinarie del secolo scorso hanno insegnato poco, perché i crimini contro l’umanità si stanno ripetendo. E allora proviamo a chiederci quanti di noi sarebbero pronti a sacrificare la loro vita per mantenere viva la fiaccola della democrazia

#controcorrente: il “Giorno della Memoria” è importante per ricordare il passato, ma, ora, sono ancora troppe nel mondo le persone senza libertà

Il prete cuneese don Aldo Benevelli, scomparso nel febbraio 2017, in prima linea nella Lotta di Liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’invasione nazista, diceva parlando dell’Olocausto e di quel terribile periodo della storia: “La mente umana, spesso, si indigna subito. Poi, con il passare del tempo, tende ad abbassare la guardia e vive di vuoti e distrazioni, che rischiano di diventare pericolose omissioni”.
Nel concreto: con il trascorrere degli anni tutto si annebbia e, quasi, sparisce, diventando un qualcosa che ci riguarda sempre di meno.

Proprio per mantenere vivo il ricordo di quegli orrori il Parlamento italiano ha istituito nel 2000 il “Giorno della Memoria” da celebrarsi il 27 gennaio di ogni anno: data in cui, nel 1945, i soldati russi abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. In tutta Italia e in provincia di Cuneo, patria dell’Eroe Nazionale della Resistenza, Duccio Galimberti, si sono svolte e continuano a svolgersi numerose manifestazioni per non dimenticare. Gli studenti delle scuole vengono sempre di più accompagnati nei Viaggi della Memoria a visitare i lager perché comprendano le mostruose atrocità commesse dai nazisti.

Tutte iniziative di straordinario valore civile,  storico e morale. Anche se bisognerebbe ricordare che, nel secolo scorso, il “sonno della ragione” ha avuto, purtroppo, linfa vitale in tante altre dittature sanguinarie, sovente cadute nell’oblio.

Nella lotta contro i regimi totalitari - tutti i regimi - milioni di persone sono morte martiri, perché hanno sacrificato la loro vita per difendere la libertà. Sono state trucidate, violentate, ridotte al nulla, in quanto credevano fortemente nel diritto di ogni essere umano ad avere pari dignità e a poter esprimere il proprio pensiero. E milioni di uomini e donne continuano a farlo adesso nelle tanti nazioni del mondo in cui pace, libertà e giustizia sono soffocate e tanti, troppi focolai di guerra rischiano di esplodere.

Ma abbiamo anche i nuovi martiri uccisi nei barbari attentati terroristici frutto del fanatismo o annegati nel mare solo perché partiti dai loro Paesi di origine alla ricerca di un futuro migliore. Purtroppo la tragica storia del secolo scorso, con le sue tremende lezioni, non è bastata a far rinsavire la mente umana.

Allora proviamo a chiederci quanti di noi sarebbero disposti a pagare qualcosa di proprio di fronte ai vecchi e ai nuovi orrori. Quanti di noi sarebbero pronti a morire perché un’altra persona possa esprimere la propria idea. In questa Italia, molte volte egoista e indifferente ai mali della società, quanti di noi sarebbero pronti a difendere, non solo a parole, libertà e giustizia e a sacrificare la vita per il prossimo.

Come hanno fatto i martiri, tutti i martiri del secolo scorso e quelli dei giorni nostri che, versando il loro sangue, hanno donato e continuano a donarci la fiaccola della democrazia.      

#controcorrente

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