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Attualità | 08 marzo 2019, 15:03

Scienze Gastronomiche, studenti da 29 nazioni cucinano per i sostenitori dell’ateneo

Mercoledì 13 marzo la cerimonia per i sostenitori delle Borse di studio. Oltre 60 gli allievi che nell'anno accademico in corso stanno beneficiando degli aiuti garantiti dalla rete di aziende, istituzioni e organizzazioni vicine al progetto di Pollenzo

L'ateneo pollentino (foto Unisg)

L'ateneo pollentino (foto Unisg)

Fin dalla sua istituzione nel 2004 l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Unisg) ha promosso una politica di sostegno del diritto allo studio che si concretizza nell’esonero dal pagamento della retta universitaria per gli studenti in condizioni disagiate, ma meritevoli di accedere ai corsi offerti dall’ateneo.

Questo è possibile grazie a una rete di aziende, istituzioni, organizzazioni ed enti che sono vicini al progetto di Pollenzo e reputano importante supportare i giovani gastronomi.

Mercoledì 13 marzo a partire dalle 17.30 nell’aula magna dell’ateneo si tiene la cerimonia in onore dei sostenitori delle Borse di Studio Unisg, che vede l’incontro e la conoscenza reciproca tra realtà sostenitrici e studenti beneficiari.

Nell’anno 2018-19 sono 62 i giovani beneficiari: 42 sono le borse di studio totali erogate e 20 quelle parziali.
I borsisti provengono da 29 nazioni: Albania, Argentina, Austria, Brasile, Bulgaria, Cile, Cuba, Danimarca, Ecuador, Etiopia, Germania, Giappone, India, Israele, Italia, Kenya, Messico, Perù, Russia, Senegal, Siria, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Tanzania, Turchia, Uganda, Venezuela.
Proprio questa grande diversità di provenienza e di culture rappresenta la ricchezza e l’unicità dell’Università di Pollenzo.
In virtù di questa grande rappresentanza di nazionalità, gli studenti borsisti sono gli ideatori di una cena conviviale per i Sostenitori delle Borse di Studio e realizzata dagli chef delle Tavole Accademiche, che chiude la giornata.

Il menù è infatti pensato per rappresentare le identità e le storie degli studenti e facilitare l’incontro e lo scambio tra sostenitori e studenti.
I ragazzi accolgono gli invitati nelle Tavole Accademiche illustrando la scelta e il significato dei piatti che rappresentano i vari continenti da cui provengono gli studenti stessi.

Si inizia con l’Asia: in tavola va una zuppa, il Dashi, a base di funghi e verdure. Segue un piatto in condivisione con varie piccole portate che racconta l’America, dal sud al nord: empanadas, pao di queijo, manioca fritta e tater tots.
Quindi è il turno dell’Africa, con riso Jolof, speziato e aromatico, accompagnato da pesce. Infine si chiude con l’Europa, che è racchiusa in un dessert: il Baumkuchen con mousse di frutti rossi.

Redazione

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