Leggiamo su recentissimi ed ampi articoli della varia stampa quale sia la posizione dell’Amministrazione su piazza Europa.
Diremmo niente di nuovo: l’Amministrazione è evidentemente in pace con se stessa perché ha ascoltato tutti, ha su piazza Europa una visione ampia e proiettata verso il futuro, ha il diritto ed il dovere di decidere come agire per riqualificare e chi si oppone è un bogia nen che guarda al passato, strumentalizzato dalla politica.
Da anni chiediamo all’Amministrazione di dimostrare ciò che afferma: quando e come ha ascoltato? Come la sua visione della piazza guarda al futuro? Come è successo che il dissenso popolare è diventato azione politica raccolta dalla minoranza consigliare?
Abbiamo sempre argomentato, con prove, fatti e documenti, la nostra visione sulla riqualificazione di piazza Europa; la nostra non è una posizione di pancia, ha alla base quelli che il Consiglio di Stato riconosce come valori storici, culturali, ambientali. Ci hanno guidato l’articolo 9 della Costituzione e le valutazioni scientifiche.
In questi anni abbiamo letto, approfondito, con l’aiuto di Pro Natura, Legambiente, Lipu; abbiamo immaginato come potrebbe diventare piazza Europa in base a tutta una serie di valutazioni che, con l’azione di contrapposizione politica, non hanno niente a che vedere. Abbiamo cercato di essere propositivi, fino al punto di rinunciare alla piazza Europa che ci piacerebbe, pur di impedire l’abbattimento dei cedri.
Le risposte dell’Amministrazione sono confezionate, da tempo, in poche parole: “riqualificazione per un’area che deve guardare al futuro”; ma sul perché la riqualificazione debba passare per il taglio dei cedri e in che modo questo abbia a che fare con il futuro roseo della piazza non è mai stata data alcuna giustificazione concreta e dettagliata, urbanisticamente, architettonicamente, ambientalmente e socialmente. Le risposte sono sempre state solo slogan.
Chiediamo da sempre un confronto, in nome del diritto-dovere all’ascolto dei cittadini e della serietà dell’azione amministrativa, confronto possibile in ogni momento, anche in piazza Europa, dove siamo tutti i giorni dalle 16 alle 18.
La sostituzione del confronto diretto con l’azione legale è stata per noi una necessità, in mancanza di dialogo, e una sentenza dei giudici, qualsiasi essa sia, non sanerà il non detto, il non spiegato, il non giustificato di tutti questi anni.







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