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Attualità | 11 settembre 2019, 17:00

Alba, il Comitato Piave scrive al sindaco: "Non toccate corso Europa". Il Comune: ora rilievi coi droni, poi valuteremo

I residenti difendono l’assetto uscito dalla modifica del 2015: "Così è più sicuro per tutti e meno inquinato". Il Municipio: al momento ancora nessun progetto, modifiche verranno valutate e condivise coi cittadini

Alba, il Comitato Piave scrive al sindaco: "Non toccate corso Europa". Il Comune: ora rilievi coi droni, poi valuteremo

Nessuno tocchi corso Europa. Questo l’appello che arriva dal Comitato di Quartiere Piave sul tema di un possibile intervento sull’assetto dell’importante arteria cittadina, rivista nell’estate 2015 per volere della seconda Giunta Marello, oggetto già allora di un acceso dibattito tra favorevoli e contrari alla modifica ed entrata tra gli argomenti caldi dell’ultima campagna elettorale per le Comunali. Con la promessa, da parte dello schieramento di centrodestra uscito poi vincente dalle urne, di metterci mano una volta assunta la guida del Municipio. Con l’indicazione di quella modifica come della "prima cosa che farei una volta eletto" da parte dell’allora candidato e oggi sindaco Carlo Bo.

A riaccendere i riflettori sul corso, nei primi giorni di luglio, era stato il segretario cittadino della Lega Marco Marcarino, tra le figure più pesanti della nuova squadra di governo cittadino, che al nostro giornale aveva spiegato che (leggi qui) "il tema esiste e abbiamo iniziato a vagliarlo seriamente, alla ricerca di una soluzione che possa migliorare un assetto che attualmente non funziona, a partire da una pista ciclabile che come abbiamo avuto più volte occasione di denunciare in passato rappresenta un pericolo per chi la percorre. La nostra intenzione è comunque quella di coinvolgere i cittadini, evitando soluzioni calate dall’alto".

Alle repliche arrivate dalla vecchia amministrazione, ora minoranza, aveva quindi risposto Domenico Boeri, altro forte sostenitore della candidatura Bo con la sua lista "Per Alba", ora presidente del Consiglio comunale, che in una lettera (leggi qui) aveva  spiegato come, lungo il corso, "gli incidenti non sono diminuiti ma aumentati. Molto significativi – proseguiva Boeri – sono gli incidenti con danni ai pedoni e ai ciclisti, passati da zero nel 2014 a 2 nel 2015 (anno in cui si è tracciata la pista ciclabile), per arrivare a 5 nel 2018. Mentre gli incidenti totali nel 2014 erano 8 nel 2015 sempre 8, nel 2016 ben 22 per attestarsi a 15 nel 2017 e  a 13 nel 2018". Da qui l’assicurazione: "Cambiamo il corso, come promesso in campagna elettorale, perché per noi le promesse sono promesse, non come per Marello che le promesse sono cose dette e nulla più, per renderlo sicuro e fermare quella deriva ideologica della sinistra albese".

Avanti così, quindi, fino a pochi giorni fa, quando il tema è stato discusso dal Comitato di Quartiere Piave, nella cui area di competenza la zona ricade
. Un’assise, quella del 2 settembre scorso, dalla quale il consesso presieduto da Leopoldo Cane è uscito con una lettera destinata direttamente al sindaco. Una missiva nella quale l’annunciata modifica viene indicata come inopportuna per almeno "due ordini di motivi".
"Innanzitutto per questioni di sicurezza" – vi si legge –, in quanto un ritorno alla doppia corsia porterebbe a un incremento della velocità da parte degli autoveicoli, "già causa in passato di incidenti anche mortali, per cui i cittadini avevano stigmatizzato tale circostanza".
Il secondo argomento è di carattere ambientale: più velocità equivarrebbe a maggiore inquinamento, mentre "per il momento non è chiaro – lamenta ancora il Comitato – come l’Amministrazione voglia sistemare la pista ciclabile (…)", che oggi rappresenta "uno stimolo significativo per i cittadini, affinché abbandonino i veicoli a motore e si rivolgano a un utilizzo più ampio delle biciclette".

Un appello cui il Municipio ha finora risposto spiegando che al momento non ci sono progetti, ma solo il prossimo affidamento di rilievi, che peraltro verranno svolti con l’ausilio di droni, dopodiché l’Amministrazione affiderà uno studio di fattibilità a un soggetto "altamente specializzato". La Giunta intende valutare con attenzione come intervenire, per poi discuterne in commissione e coi cittadini, ha spiegato il sindaco Carlo Bo, ricordando al Comitato Piave la scelta operata dall'esecutivo di prevedere una specifica delega – in capo al vicesindaco Emanuele Bolla – per ascoltare e vagliare le problematiche avanzate da quartieri e frazioni.

Ezio Massucco

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