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Politica | 01 novembre 2019, 07:30

Paoletti (FI): “Cosa manca a Cirio per essere l’erede di Berlusconi”?

Il segretario provinciale di Forza Italia e sindaco di Boves, nel momento in cui il suo partito rischia di essere fagocitato da Lega e Fratelli d’Italia, esce allo scoperto e da Cuneo lancia il nome del Presidente della Regione Piemonte come possibile successore del Cavaliere

Paoletti (FI): “Cosa manca a Cirio per essere l’erede di Berlusconi”?

 

Sono giorni difficili per Forza Italia, partito che deve fare i conti con un leader, Silvio Berlusconi, che non esercita più l’appeal di un tempo e con responsi elettorali che sono crudelmente impietosi.

Per capire qual è lo stato dell’arte e per cercare di interpretare le prospettive di una forza politica che nel Cuneese esprime un presidente di Regione (Alberto Cirio), un senatore (Marco Perosino), un deputato (Enrico Costa), un vicepresidente del Consiglio regionale (Franco Graglia), il sindaco di Alba, la “capitale economica” della Granda (Carlo Bo), e vari altri sindaci e amministratori locali, oltre a metà del Consiglio provinciale, abbiamo interpellato il segretario provinciale e sindaco di Boves, Maurizio Paoletti.

 

Avvocato Paoletti, i risultati di domenica scorsa in Umbria non sono un buon segnale per Forza Italia. Che ne dice?

“E’ netta ed evidente la vittoria di Salvini e Meloni. Quel verdetto è la prova provata di quanto già sapevamo e cioè che il partito è ai minimi storici. Ma questo non mi spaventa”.

Cosa ci vuole per spaventarla?

“Nel 2013 la Lega era al 4%. Salvini, in sei anni, l’ha portata oltre il 35. Chi oggi vota Lega era un nostro elettore che oggi vede nel Carroccio e, in particolare in Salvini, una maggior capacità attrattiva rispetto a quella che siamo stati in grado di proporre noi”.

E quindi?

“Bisogna far ripartire il partito, recuperare le praterie di elettorato moderato che abbiamo trascurato e riproporre quel modello liberale che è la nostra prerogativa senza per questo doverci appiattire sulla Lega”.

Costa ha fatto notare che Forza Italia ha ben pochi motivi per partecipare ai festeggiamenti della vittoria in Umbria…

“Enrico Costa ha ragione. Quando in una coalizione si conta il 5% si può dire, al più, di aver dato una mano, ma c’è poco da esultare”.

Costa ha anche detto altro….

“Non condivido le sue positive riflessioni su Renzi anche se posso comprenderle essendo stato suo ministro. Da cittadino che vede le cose da lontano, non ho però lo stesso giudizio su Renzi. Per me resta il personaggio che aveva dichiarato: se perdo il referendum vado a casa”.

Lei sa meglio di me che in politica…verba volant e le promesse si sprecano…

“Io non sono di quest’avviso. Se vogliamo ridare credibilità alla politica, dobbiamo ripristinare la serietà. Oggi tutti dicono una cosa e il giorno dopo la smentiscono. C’è una schizofrenia che lasca basiti e impone a tutti una riflessione”.

Torniamo a noi. Forza Italia avrà un futuro dopo Berlusconi?

“Io credo di sì. Spero che Berlusconi indichi al più presto un successore”.

Lei non crede alle primarie?

“Nel nostro partito le primarie richieste da Toti non avrebbero rilevanza, servirebbero soltanto a scatenare la lotta tra i colonnelli. Per questo le considero inutili”.

Supponiamo che il Cavaliere le chieda un consiglio, che cosa gli suggerirebbe?

“Dubito che questo possa accadere, ma sto al gioco e dico che il partito deve valorizzare figure nuove, che abbiano dato prova di buon governo nelle realtà in cui hanno operato, dimostrando di saper affrontare e risolvere i problemi anche in condizioni difficili”.

Non la sta prendendo un po’ troppo alla larga?

“Affatto. Mi faccia completare il ragionamento. Renzi è nato come sindaco di Firenze ed è diventato segretario nazionale del Pd. Zingaretti è presidente della Regione Lazio e ha preso il suo posto. Mi domando: che cosa manca ad Alberto Cirio per diventare l’erede di Berlusconi? Ha tutti i requisiti che le ho elencato”.

Interessante questa indicazione. In attesa di vedere l’effetto che farà il suo ballon d’essai, le chiedo un’ultima cosa: lei pensa che Forza Italia sopravvivrà o è destinata ad essere fagocitata da Lega e Fratelli d’Italia?

“Guardi né io né altri potremmo oggi fare previsioni anche solo minimamente realistiche. Quel che è certo è che un’area moderata, nel nostro Paese, un suo spazio l’avrà sempre. Questione, forse, di attendere tempi migliori e lavorare nel frattempo in questa direzione”.

Avvocato, lei mi va venire in mente l’ “ottimismo della volontà”…

“Anche dalle ceneri possono nascere le cose più belle: ce lo dimostra la fenice”.

 

 

Giampaolo Testa

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