L’invito è arrivato da 'un gruppo di ‘4 Amici al bar’che si sono stancati di programmi televisivi scadenti e sperano di cambiare il mondo” e che hanno ritenuto importante "spendere del tempo per parlare in modo approfondito e serio di ambiente”. È stata quindi organizzata una serata a Borgo San Dalmazzo, nel salone consiliare con l’intervento dei professori Gianfranco Peano , di Legambiente Cuneo e Luca Basteris, docente di matematica e fisica presso il liceo scientifico ‘Giuseppe Peano’ di Cuneo e tecnico progettista impianti fotovoltaici. Il titolo della serata era ‘Che sole che fa!?! - Il sole come ‘nuova’ fonte di energia pulita’.
A introdurre la serata Diego e Piero, 2 dei ‘4 amici al bar’, che hanno proposto uno stralcio del film – documentario di Al Gore ‘Una scomoda verità’. L’ex vice presidente degli Stati Uniti spiegava il riscaldamento globale, legato alle emissioni di biossido di carbonio, che ‘rafforzano’ l’effetto serra intorno al nostro pianeta. La conclusione di Gore era: “è immorale che non si faccia nulla”, perché ormai si conoscono le cause del riscaldamento globale e le conseguenze dei nostri comportamenti. Partendo da questa frase è nata l’idea di proporre la serata di ieri: serve sempre più energia sul nostro pianeta, ma dove si trova? Che conseguenze hanno le scelte legate all’energia? Alcune fonti di energia sono esauribili: dove trovarne altre? Ogni azione può modificare l’ambiente e ha delle conseguenze su esso, non esiste una fonte di energia che sia perfetta e non abbia conseguenze, ma occorre trovare il compromesso migliore, che bilanci il fattore ambientale con il fattore economico. Dopo la catastrofe ambientale del Golfo del Messico, anche gli Stati Uniti si sono resi conto della necessità di avere energia pulita, per evitare danni simili. “Il nostro obiettivo finale – hanno spiegato gli organizzatori – è creare una coscienza comune che porti a un cambiamento in meglio del nostro stile di vita e per il nostro ambiente”.
Hanno poi preso la parola i due ingegneri. Luca Basteris ha illustrato le diverse tipologie, la forma, la costruzione ed il funzionamento di un impianto fotovoltaico, dopo un’accurata analisi sul consumo di energia mondiale e italiano e su come viene prodotta l’energia elettrica in Italia. Dalla verifica si rileva che la richiesta di energia è sempre maggiore e cresce circa del 2% ogni anno. “Quindi – afferma Basteris – o risparmiamo veramente energia, non solo spegnendo i led degli impianti perché è di moda farlo, ma, ad esempio, non usando la luce dove non serve o usando di meno il forno elettrico, oppure di cerca una fonte di energia alternativa. Non ci sono possibilità di scelta diverse”.
Una voce particolare è stata quella del professor Peano, rappresentante di Legambiente, che si è soffermato in particolare sull’impatto degli impianti fotovoltaici a terra. “La prima vittima del fotovoltaico a terra è il suolo – ha esordito -. Per noi è indispensabile. È la risorsa primaria del pianeta, non si può pensare di ricoprire distese di terreno con impianti fotovoltaici. Sotto l’impianto non passa luce e non arriva acqua: inevitabilmente di riducono l’attività fotosintetica e la biodiversità. Bisogna fermare l’uso sconsiderato del suolo integro. Gli impianti vanno costruiti in siti già compromessi, su discariche, sui parcheggi coperti, sopra le stalle o i capannoni. Siamo d’accordo con il risparmio energetico e con l’ulteriore miglioramento dei margini di risparmio, usando l’energia in modo intelligente”.
A concludere la serata, alcune domande del pubblico sullo smaltimento degli impianti e il riciclo dei materiali con cui sono costruiti, la loro durata in attività, a chi rivolgersi per realizzarli e i costi.
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