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Politica | 16 luglio 2010, 14:30

Dal Tar Piemonte la sconfitta totale della linea difensiva di Cota.

Bruno Mellano, radicale: "Il Governatore ne prenda atto, si dimetta e si torni a votare nella legalità"

Il radicale Bruno Mellano

Il radicale Bruno Mellano

Dal Presidente di Radicali Italiani Bruno Mellano e da Nathalie Pisano segretaria Associazione Radicale Adelaide Aglietta, riceviamo questo comunicato che di seguito pubblichiamo.

La sentenza del TAR della notte scorsa può essere commentata in vari modi
ma un dato è inequivocabile: l'impostazione difensiva dell'avvocato di
Cota, Luca Procacci, tutta basata sul presunto ritardo nella presentazione
dei ricorsi, è stata totalmente rigettata dal TAR. E se venisse riproposta
al Consiglio di Stato, sarebbe ugualmente respinta, visto che, come
abbiamo rilevato in un precedente comunicato, esiste la sentenza del
Consiglio di Stato sul precedente del Molise (n. 3212/01) che ribadisce
"il principio secondo il quale ogni impugnazione va rivolta contro l'atto
di proclamazione degli eletti".

La decisione del TAR di far riconteggiare i voti delle liste "Al Centro
con Scanderebech" e "Consumatori con Cota" ci pare insoddisfacente e per
molti aspetti elude il problema: le due liste avevano, rispetto
all'articolo unico della legge regionale 21/2009, evidenti ed insanabili
vizi che avrebbero dovuto portare alla loro invalidazione tout court. In
base alla legge non dovevano essere sulla scheda. La vicenda della lista
Verdi-Verdi, poi, è emblematica dell'aleatorietà del diritto nel nostro
paese: non accogliere la parte del ricorso della Federazione dei Verdi è
in palese contraddizione con precedenti sentenze sul caso e rende
definitivamente incerto il diritto.

Indubbiamente il macinio che comunque farà pendere la bilancia dalla parte
dell'annullamento delle passate elezioni regionali è rappresentato da
Michele Giovine e dalla sua lista fatta in casa ("Pensionati con Cota").
Grazie alla stampa, centinaia di migliaia di piemontesi hanno potuto
verificare la consistenza delle accuse di falso (addirittura sono state
pubblicate sui giornali le firme apposte sui moduli di accettazione delle
candidature comparate con quelle apposte sui verbali di polizia). Non pare
davvero più possibile per il Palazzo trovare, pur con i suoi migliori
Azzeccagarbugli, soluzioni di comodo per salvarsi, scaricando solamente il
recidivo Giovine. Il tentativo è già in atto ed ovviamente è fatto
evocando "l'interesse generale".

A questo punto, un Governatore responsabile dovrebbe semplicemente
prendere atto della situazione, constatare che la macchina regionale non
può permettersi di rimanere ferma o andare a rilento per mesi in attesa
delle decisioni dei giudici, rassegnare le dimissioni e permettere che i
piemontesi possano tornare a votare già in autunno in condizioni di
legalità e rispetto delle regole.

Ma chi, come Roberto Cota, ha alzato il livello dello scontro portando i
suoi sostenitori in piazza (Giovine compreso) e che anche questa notte si
è fatto dettare la linea da Umberto Bossi non ci pare un governatore
responsabile.

Bruno Mellano e Nathalie Pisano

 

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