Era il 4 aprile del 2021 - lei era chiusa in casa con il Covid - quando si decise la candidatura a sindaco di Cuneo di Patrizia Manassero, espressione diretta del Partito Democratico, eletta poi al ballottaggio il 27 giugno 2022 con una coalizione di centrosinistra e il 63,3 % dei consensi.
A poco meno di quattro anni da quell'elezione e ad un anno abbondante dalle prossime amministrative, non scioglie le riserve sulla sua ricandidatura. In qualche modo, fa capire, i tempi non sono ancora maturi. E non c'è particolare fretta.
"So che è l'argomento del momento, ma non ho una risposta perché non ho ancora preso una decisione. Non si tratta solo di un annuncio o non annuncio. Oggi il momento è complesso: da un lato la chiusura dei progetti in corso, dall’altro la necessità di costruire il futuro, sempre nel rispetto della maggioranza e delle forze politiche", spiega.
L’ipotesi di una ricandidatura resta sul tavolo, ma non cambia l’impostazione. Anche sul possibile “dopo”, la sindaca evita personalismi. "Più che guardare una persona, sto guardando al percorso", commenta riferendosi ai nomi che sono stati fatti anche interni al suo partito, da Sara Tomatis a Gianfranco Demichelis.
E il rapporto con Centro per Cuneo?
Il perimetro politico costruito in questi anni – sottolinea – ha ancora prospettive: "Questa discussione non l'abbiamo ancora fatta. Ora stiamo lavorando per portare a termine il mandato che - rivendica - ha retto anche nei momenti più complessi. Come gruppo di giunta, aggiunge, le decisioni sono sempre state prese insieme, senza fratture".
Lo sguardo si allarga per un attimo, per poi ritornare a concentrarsi su Cuneo: "La politica è cambiata, la componente civica è un valore e quindi un contesto dentro cui si può lavorare anche per il futuro. Ma vanno aggiornati programmi, linee di indirizzo e regole di relazione tra i gruppi. È una discussione che deve avvenire in modo schietto. Per questo oggi è strategico l’impianto. Poi, sui nomi, molte cose si capiranno".
La successione non è scritta, né tantomeno scontata. E soprattutto non esiste un “manuale” che indichi chi debba raccogliere il testimone. Quando proviamo a chiederle se toccherà a Centro per Cuneo esprimere un candidato sindaco risponde in modo netto: "Non esiste un meccanismo per cui adesso tocca a uno o all’altro. Le scelte si fanno sulla capacità di un nome di rappresentare il più possibile tutti".
La linea è chiara: evitare personalismi e riportare il confronto su contenuti e visione. "La differenza non la fa una persona da sola, io di questo sono convinta. Serve un’idea molto più strutturata".
Prima si costruisce il progetto, poi si sceglie chi dovrà rappresentarlo.
E qui c'è spazio per una riflessione più ampia, che riguarda la qualità e la preparazione della classe politica. "Un tema che stava a cuore anche a chi mi ha preceduto, quello della formazione e della competenza. Fare il consigliere o l’assessore non è automatico: sono ruoli che si imparano. Bisogna saper stare tra il sogno e la realtà".
Fare il consigliere o l’assessore - chiarisce meglio - non è qualcosa di immediato: "sono ruoli che richiedono esperienza, capacità di equilibrio e una continua mediazione tra ciò che si vorrebbe realizzare e ciò che è concretamente possibile".
Non manca un passaggio sul ruolo dell'opposizione, necessario e forse mancato nelle ultime legislature. In questa, è più vivo che mai.
Quando le facciamo notare che forse i consiglieri di minoranza sono stati molto più attivi di quelli della maggioranza, replica evidenziando quanto sia diversa la posizione da tenere rispetto al governo della città.
"I consiglieri di minoranza hanno più libertà nel sollevare criticità e nel comunicarle, mentre quelli di maggioranza tendono a intervenire direttamente, evitando l’esposizione pubblica per non danneggiare l’azione di governo. Per questo il lavoro in maggioranza è spesso meno visibile, ma più complesso: meno spazio comunicativo e più responsabilità concreta".
Quattro anni difficili quelli trascorsi nel ruolo di primo cittadino, ma la Manassero cambia aggettivi per definirli. "Non li sento sulle spalle come quattro anni difficili, li sento molto interessanti e stimolanti. Se devo fare un bilancio, prevale il positivo".
Torna al ruolo dell'opposizione e a quanto sia fondamentale nell'economia della vita istituzionale di una città.
"Arriviamo da anni di opposizione morbida. E questo non fa mai bene. Quando ho iniziato la mia esperienza consiliare, le opposizioni erano molto agguerrite e la discussione sempre su di un filo molto teso. Questo insegna molto anche a chi governa, perché ogni provvedimento o decisione deve essere il più solida possibile, per affrontare proprio le verifiche della minoranza".
Da quattro anni l'opposizione c'è ed è tutt'altro che morbida. "Le mancava?", chiediamo.
"Nelle sue punte più acute e brutali non mi mancava e non mi mancherà mai. Ma avere un'opposizione vivace e attenta è uno stimolo a lavorare meglio".
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Questa è la prima parte della lunga intervista che la sindaca di Cuneo ha rilasciato a TargatoCn. Nei prossimi giorni seguirà la seconda parte.














