“Nel mio paese ogni 29 minuti una donna muore di parto, un bambino su 5 muore prima dei cinque anni per mancanza di assistenza ed igiene, nell'ultimoperiodo sono stati 13 i casi di donne suicide che si danno fuoco pur di nonsottostare alle condizioni di vita imposte loro” : quella di Suraya Pakzad è la testimonianza di una donna impegnata in prima persona per assicurare più certezza e garanzia di diritti alle connazionali. Il presidente della Provincia, Gianna Gancia, durante la visita di venerdì 12 novembre a Cuneo, ha accolto l'appello dell'attivista afghana a mantenere alti i livelli di sorveglianza sulla libertà femminile: “Suraya – ha detto - ci ha ricordato che sua madre e le donne di una generazione precedente alla sua avevano, in Afghanistan, una maggiore libertà delle contemporanee. Un'affermazione che mi ha profondamente colpita. In Italia abbiamo dei diritti acquisiti, come l'aborto e il divorzio, manteniamo alto il livello di guardia, facciamo in modo che nessun integralismo possa cancellarli”.
Alla conferenza stampa di venerdì 12 novembre nel palazzo della Provincia, organizzata dall'assessore alle Politiche sociali Giuseppe Lauria, hanno partecipato anche i Comandanti di Reggimento colonnello Emmanuele Aresu (1° Reggimento Artiglieria da montagna di Fossano) e colonnello Massimo Biagini (2° Reggimento Alpini di Cuneo), oltre ad una rappresentanza del corpo
delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana.
Suraya Pakzad, definita dal “Time” come una tra le 100 persone più influenti nel mondo, ha fondato nel 1998 la “Voice of women organization”, a favore delle donne e dell'infanzia svantaggiata nei villaggi, nella campagne o nelle prigioni del suo paese con un'attenzione particolare a promuovere l'educazione, i servizi sanitari, l'imprenditoria femminile e l'assistenza legale alle vittime di violenza.
Tre i progetti presentati dall'attivista: “Puntiamo – ha spiegato Suraya – ad assicurare un lavoro ad ogni donna: in quest'ottica siamo impegnati allarealizzazione di un panificio, di un asilo per i bambini e di una casa-rifugio per le donne che hanno subito violenza” . Suraya trascorrerà in provincia di Cuneo un fine settimana dedicato ad incontri con la popolazione, con gli studenti e con le amministrazioni locali e finalizzato alla sensibilizzazione sui diritti delle donne, ancora privi di riconoscimento in molti Stati del mondo. “La sua presenza tra noi – ha concluso Lauria – è l'ideale completamento del legame creatosi tra la comunità cuneese e quella afghana: conclude, cioè, il percorso di sei mesi portato avanti dai nostri alpini, impegnato nella costruzione di straordinari momenti di pace. Un ringraziamento doveroso va, inoltre, all'Ana e corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana, come all'Atl Cuneo, per il supporto fornito alla riuscita del progetto che ha come obiettivo la raccolta di fondi, quale sostegno concreto al lavoro di Suraya”.
Attualmente Suraya guida un progetto finanziato dall'Unione europea mirato al formazione di donne in grado di ricoprire ruoli di primo piano nella società e politica afghana. Per la raccolta di contributi è stato attivato un conto corrente presso la Cassa rurale ed artigiana di Boves (sede di Boves). Per le donazioni: Associazione nazionale alpini - sezione di Cuneo “Voce delle donne afghane”, Iban IT61R0839746030000010114806.












