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Eventi | 14 dicembre 2010, 10:45

Riflessioni sul turismo d'incoming nelle valli saluzzesi a Casa Maero di Castellar

I tour operator sottolineano la forte attrattiva rappresentata dai vini “storici” del Marchesato

Emidio Maero

Emidio Maero

Interessante incontro a Casa Maero di Castellar sul tema dell’incoming turistico verso il territorio delle Colline Saluzzesi. Responsabili di agenzie turistiche, guide professionalie tour operator della Granda e del Torinese si sono confrontati sull’attuale momento di mercato, che a livello nazionale vede l’Italia come destinazione in netta crescita (23%) e sul piano locale segnala un confortante + 20 per cento di arrivi nell’ex Marchesato di Saluzzo. Il mondo del turismo organizzato – hanno detto gli operatori – è sempre alla ricerca di nuove occasioni. In questo ambito la “novità” delle Colline Saluzzesi può sviluppare notevoli potenzialità.

L’offerta di storia ed arte (Saluzzo, Revello, Castello della Manta, l’abbazia di Staffarda, il maniero di Lagnasco) si integra infatti con ricchezze naturalistiche e paesaggistiche di grande interesse: le valli del Monviso, le sorgenti e il corso del Po, il fascino preistorico del Mombracco, la dolcezza dei percorsi collinari che dalla val Bronda si snodano fino a Costigliole Saluzzo e Busca. Il “paniere” delle Colline Saluzzesi è però anche e soprattutto un contenitore di bontà enogastronomiche. Su questo dato si sono soffermati i tour operator che sottolineano la forte attrattiva rappresentata dai vini “storici” del Marchesato, che accompagnano una cucina tradizionale di qualità e prodotti tipici di eccellenza (frutta, formaggi, salumi, miele, pane, confetture di ramassin e mirtillo).

“E’ stata una riflessione molto utile – commenta Emidio Maero, firma dei vini doc Colline Saluzzesi – che deve spingere tutti i produttori a fare sistema per garantire a chi vende pacchetti turistici soluzioni complete per visite e soggiorni”. Casa Maero, all’imbocco della val Bronda, è una “fattoria del gusto” da scoprire. Nelle cantine vengono prodotti il Pelaverga classico, il rosato (ora anche in versione bollicine rosé) e altri vini di grande stoffa, come il Provana del Sabbione, il Maniero e il Pergiorgia. La produzione si completa con i passiti da meditazione: il biondo Ego che richiama la delizia dei Sauternes per il processo della Botrytis e il rosso Pater che sprigiona sentori di frutti e fiori. Al piano superiore, accanto all’abitazione di famiglia, Maero ha realizzato il Bed & Breakfast “Nido di Bacco”, che si compone di due camere matrimoniali (più un letto). Un posto ideale per rilassarsi tra colline, vigne, frutteti, viali secolari, residenze nobiliari, sotto la mole del Monviso. (c.s.)

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