Il consiglio regionale del Piemonte tiene molto a mantenere vivi i rapporti con il Vaticano. Così ieri, per la seconda volta in cinque mesi, una folta delegazione di consiglieri ha fatto visita al Papa, partecipando all’udienza generale in Sala Nervi. “E’ stato bello - ha detto Giovanni Negro dell’UDC - Il presidente del consiglio regionale Cattaneo ha invitato il Papa in Piemonte, pare che possa venire quest’anno. Abbiamo un rapporto diretto con il Santo Padre e con diversi cardinali, come Bertone e Sodano, in una visione che unisce tra loro gli amministratori cattolici. Questo rafforza l’amicizia del Piemonte con l’ambiente cattolico mondiale e della città del Vaticano”.
Negro ha anche parlato del costo della missione: “La Regione ha pagato soltanto il pernottamento in albergo per tutti, il viaggio aereo e la cena invece sono stati a carico nostro: in alcuni casi li ha pagati il singolo consigliere, in altri il gruppo di appartenenza”. I consiglieri presenti erano circa 30, e a Fabrizio Biolè del Movimento 5 Stelle una missione così grande non è piaciuta: “Avevo già ritenuto non opportuno - ha detto - il concerto offerto dalla regione al Papa per il suo quinto anno di pontificato: i piemontesi, per decisione dei propri rappresentanti, hanno pagato un concerto per un sovrano di uno Stato Straniero, e in un momento in cui si critica qualsiasi tipo di spesa la cosa mi era parsa esagerata. Ora per una missione di pura rappresentanza metà dei consiglieri ha abbandonato i lavori in Regione. Avrebbe avuto più senso una missione di tre o quattro consiglieri”.
Anche perché in Piemonte di lavoro da fare ce n’è molto: “Le questioni in ballo nelle commissioni sono parecchie, tra l’altro si parla di sanità e istruzione. Come se non bastasse, domani (oggi, ndr) salta la commissione cultura perché è previsto il comitato sui diritti umani in Tibet. Ci si impegna in troppi campi poco incisivi per il nostro lavoro, e si dedica il tempo marginale al lavoro del consiglio regionale”. Secondo Mino Taricco del Partito Democratico è stata “un’esperienza che ha a che fare con la rappresentanza all’udienza generale. E’ come chiedersi a cosa serva che Napolitano incontri il Dalai Lama. Si tratta di rispetto istituzionale per un’autorità morale come il Papa, che ha legami profondi con la cultura e la storia dei nostri territori”.
In realtà, fa presente Federico Gregorio della Lega Nord, molti hanno unito un viaggio di rappresentanza istituzionale e molto emozionante sul piano personale con questioni più concrete: “Ne ho approfittato: dovevo essere comunque a Roma per andare al ministero dell’Interno e portare risorse al territorio. L’emozione di incontrare il Papa è stata fortissima, ma non abbiamo certo fatto solo quello”. Biolè ha comunque assicurato che farà luce sui costi della missione di rappresentanza: “Finora non ho approfondito la questione, ma lo farò già da domani”. A risentirci.














