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Economia | 22 gennaio 2026, 20:00

La cuneese Serena Garelli tra i fondatori del Comitato “Chi accusa non giudica” per il SÌ al referendum sulla giustizia

Il Comitato “Chi accusa non giudica” porterà ora il confronto fuori dalle istituzioni, nei territori, incontrando cittadini e associazioni.

La cuneese Serena Garelli tra i fondatori del Comitato “Chi accusa non giudica” per il SÌ al referendum sulla giustizia

Mercoledì 14 gennaio 2026, nella sala stampa della Camera dei Deputati, è stato presentato ufficialmente il comitato “Chi accusa non giudica”, nato per sostenere il SÌ alla separazione delle carriere nel referendum sulla giustizia. Un momento importante che segna l’inizio di una campagna pensata per parlare ai cittadini in modo chiaro, senza tecnicismi e senza slogan.

L’idea da cui nasce il Comitato è semplice: in un processo giusto, chi accusa e chi giudica devono avere ruoli distinti. Una separazione netta serve a garantire maggiore equilibrio, più trasparenza e più fiducia nel sistema giudiziario. Il Comitato vuole spiegare questa riforma partendo dai fatti, lasciando alle persone la possibilità di farsi un’opinione consapevole.

Alla guida del Comitato c’è Gabriele Elia, presidente e promotore dell’iniziativa, da anni impegnato su questi temi nei territori. Al suo fianco i vicepresidenti Luigi Vitali e Stefano Esposito, Francesca Pascale, portavoce del Comitato. Un gruppo eterogeneo che mette insieme esperienze diverse, unite da un obiettivo comune: rendere il sistema più chiaro per tutti.

Tra i fondatori del Comitato c’è anche Serena Garelli, presente alla conferenza stampa di Roma. Un momento sentito, che ha visto la partecipazione di Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora. Durante l’incontro è stata letta una lettera scritta da Tortora nel 1983, parole forti che raccontano cosa significa subire un’ingiustizia e quanto sia importante evitare che certi errori si ripetano.

Alla presentazione hanno partecipato anche esponenti del mondo giuridico e istituzionale, tra cui Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali, e Luca Palamara, ex presidente dell’ANM. Gli interventi hanno ribadito un punto centrale: la separazione delle carriere non è una battaglia contro qualcuno, è una riforma che punta a rafforzare le garanzie per tutti.

Serena Garelli, una dei fondatori del Comitato, ha spiegato così le ragioni della sua scelta “… ho deciso di aderire a questo Comitato perché credo che la giustizia debba essere chiara e comprensibile anche per chi non è un addetto ai lavori. Separare le carriere significa dare regole più precise e ridurre le zone grigie. Essere alla Camera dei Deputati il giorno della presentazione è stato importante: lì abbiamo assunto un impegno pubblico, quello di spiegare questa riforma senza semplificazioni forzate e senza paura. Il referendum riguarda tutti, perché una giustizia più equilibrata migliora la vita civile del Paese.”

Il Comitato “Chi accusa non giudica” porterà ora il confronto fuori dalle istituzioni, nei territori, incontrando cittadini e associazioni. L’obiettivo è uno solo: permettere a chi andrà a votare di farlo sapendo davvero cosa c’è in gioco; la giustizia non è un tema per pochi, riguarda tutti. 

La giornata si è conclusa con la presentazione del libro "Alle 4 del mattino" a cura dell'onorevole Enrico Costa.

 

C.S.

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