La natura non segue le normative europee. Gli uomini seguono il profitto, e possibilmente i contributi per continuare a svolgere un'attività che altrimenti sarebbe già stata abbandonata. Non è coerente investire fondi per favorire il reinserimento del lupo, per poi utilizzare ancora fondi per gli abbattimenti programmati perchè qualcuno dice che sono troppi. Io ho paura che qualcuno come al solito finirà per bearsi di denaro caduto dal cielo, e qualcun altro continuerà a gridare "al lupo al lupo" evitando di investire in personale o in cani da guardia specializzati.
Stiamo affrontando globalmente un periodo di grande difficoltà, che obbligherà tutti a forti sacrifici, e ritengo sia ora di finirla con costose ricerche svolte da Università che impiegano risorse pubbliche per effettuare censimenti che un buon pastore dovrebbe essere in grado di effettuare da solo, solo guardando i segni sul suo territorio.
A volte è più comodo "farsi sbranare" e risarcire diversi capi piuttosto che tutelare le proprie bestie investendo (e a volte rimettendoci) in presidi di tutela. Perchè se non sono i lupi, sono le parassitosi, la siccità che impoverisce i pascoli, gli incendi da "auto-combustione", le quote latte ecc. ecc., ma poi alla fine sempre fondi bisogna cercare per integrare quelle che a volte sono botte di furbizia.
Fabio Ferrero













