L'affermazione del Presidente dell'ATL Cuneese Avv. Gianni Vercellotti sul fatto che i lupi valgono 20 mila turisti, evocata con formula dubitativa da Coldiretti nell'ultima stoccata contro i lupi, è certo condivisibile anche perchè di per sè, sul piano concettuale, non è una novità. E' già stata scientificamente dimostrata con i grandi parchi africani, quando si è faticosamente passati da una populistica politica di tutela delle attività umane con l'abbattimento indiscriminato dei grandi predatori alla tutela di questi ultimi.
In 5 anni la ricchezza prodotta è passata dai miseri 13 milioni di dollari che derivavano dalle attività tradizionali, spesso impoverenti l'ambiente e l'equilibrio naturale, ai 118 milioni del turismo e del suo indotto, sempre in aumento perchè utilizza risorse che ci sono da quando c'è il mondo. La cosa importante, quindi, è trasformare il problema in risorsa, investire in questa direzione senza il piangersi addosso di chi sembra abituato, in 50 anni di contributi a pioggia, ad annullare il rischio di impresa.
Margari e pastori possono essere sì una grande risorsa, se diventano presidio della montagna, non se aumentano il numero di predatori affamati abbandonando, come capita spesso in questo periodo, cani "non buoni" per la pastorizia. Coldiretti chiede giustamente degli studi oggettivi su tali effetti, ma poi fa tavoli di lavoro senza gli esperti di queste tematiche, lasciando la parola alle frasi fatte di Consumatori, Enti, forze politiche e sociali privi di competenze specifiche che non sembrano in grado di andare oltre il qualunquismo del "povero pastorello".
Per non parlare di certa politica: come non ricordare la campagna elettorale del leghista Sacchetto, evidentemente più abituato a parlare alla pancia che al cervello dei suoi elettori, che puntava sugli studi sui lupi, indicandoli come "spreco"? Finchè la gente metterà nelle "stanze dei bottoni" persone che, pur di grattare qualche consenso in più, sono un giorno cristiane e un giorno laiche (ma mai, per i poveri lupi, francescane...) andrà così. Speriamo per il futuro, consapevoli che la Natura ne avrà uno, anche senza l'autodistruttivo uomo.
Marco Bravi, Responsabile Provinciale ENPA-Ente Nazionale Protezione Animali












