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Al Direttore | 31 agosto 2011, 18:14

Precari della scuola abbandonati a loro stessi e vittime di una guerra tra poveri

La lettera della signora Katia, insegnante che desidera "mantenere viva l'attenzione sulle nostre sorti e sulla situazione drammatica di alcune classi di concorso nella provincia di Cuneo"

Precari della scuola abbandonati a loro stessi e vittime di una guerra tra poveri

Buongiorno,
desidero mantenere viva l'attenzione sulle sorti di noi precari della scuola e sulla situazione drammatica di alcune classi di concorso nella provincia di Cuneo.
Sono Katia Grimaldi, insegnante di Lettere, inserita nelle ormai, oserei dire, quasi certamente ex GAE, dell'Ust di CN dal 2007.

E'inutile tornare sulla questione della legge 296 del Ministro Fioroni cancellata dal D.M.44 della Gelmini e sugli effetti nefasti della riapertura delle graduatorie con inserimenti di massa e di pettinisti vari.Dopo le immissioni in ruolo sarà evidente che i pettinisti han preso tutto: ruoli e nomine.

Ciò che mi interessa è evidenziare la cancellazione di ogni diritto e soprattutto di quello primo garantito dall'articolo 1 della nostra Costituzione: il diritto al lavoro.

Molti di noi,in questo strano clima di fine estate, dopo anni di sacrifici, assopereranno finalmente il piacere di un contratto a tempo indeterminato (a loro tutte le mie congratulazioni), ma tanti, e noi insegnanti dell'area umanistica in primis, rischiano, dopo anni di sforzi e rinunce, di non lavorare o di doversi accontentare di piccoli spezzoni, utili al fine di maturare 12 punti, ma non sufficienti a garantire autonomia ed indipendenza economica. Punto l'attenzione sulle classi di concorso (A052, A051,A050, A043) a cui sono ovviamente interessata.

La A052 (Latino e Greco), in seguito ai tagli operati dal Ministro con la sua pseudo riforma,ha fatto registrare tali esuberi che i colleghi perdenti posto sono stati assorbiti dalla A051 (Materie Letterarie nei Licei e negli Istituti magistrali). La situazione della classe A051, dunque, a differenza di quanto accadeva negli anni scorsi, appare fortemente compromessa.

Voglio spingermi oltre il "danno"personale eventualmente subito (ero prima ed ora son diventata ottava) ed evidenziare come, tra utilizzi ed assegnazioni, probabilmente tanti non riusciranno a prendere un incarico.Voglio credere che i "pettinisti"abbiano compreso,vedendo il piano disponibilità,che il Latino è tra le materie che questo governo aspira a far morire, che non otterranno mai il ruolo loro promesso e che anzi han creato solo danno a molti, troppi di noi.

Non mi fermo qui: nella classe A050 (Italiano e Storia negli Istituti tecnici) ci saranno sette immissioni in ruolo;paradossalmente, però, i candidati sono tutti di nuovo inserimento, accanto ai loro nomi figura la data 2011. La classe A043 (Italiano, Storia e Geografia scuola media) è stata letteralmente invasa dai trasferiti.

Mi chiedo:dov'è il diritto in tutto questo? In un paese come il nostro, culla della democrazia, della cultura, del rispetto della persona, che fine ha fatto la tutela di tutti? Non intendo far polemiche o amare riflessioni su ciò che poteva essere e non è stato, ma punto a non far calare l'attenzione sulla nostra condizione.

A fronte di tanti ruoli, tanti tagli, a fronte di visi nuovi spaesati, perchè non del posto, tanti visi vecchi amareggiati, rammaricati per la mancata possibilità di fare un lavoro in cui credono ancora.

Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità: ci siamo appellati ai sindacati (dove sono, come ci rappresentano?), ai vari Senatori di turno (siamo stati strumentalizzati politicamente), abbiamo creduto all'appoggio di rappresentanti pubblici, abbiam chiesto (è un nostro diritto) l'accesso agli atti amministrativi(ci è stato negato), non perchè dubbiosi sull'operato dell'Ust, ma perchè desiderosi di capire il senso di punteggi altissimi...ma ovviamente tutto questo è valso a poco, se non a niente.

I giochi son fatti: le immissioni sono vicine(anche se nessuno ancora sa spiegarci cosa siano questi famigerati accontanamenti) e le nomine tutto sommato anche (mai successo di assumere un incarico l'8 settembre!), ma la situazione era, è, rimane nebulosa. Chiedo,e dai confronti con i colleghi, so per certo che è anche un loro intento,di far luce in mezzo a questa coltre di nebbia.

Auspico di poter sentire ancora ogni mattina il suono del campanello, di rivedere il volto ora vivace, ora assonnato dei mie allievi, nei confronti dei quali sento di avere un impegno morale significativo. Per quanto rammaricata, preoccupata, avvilita dalla non considerazione per il lavoro fatto in tanti anni, ribadisco il valore intrinseco del compito di un insegnante e sottolineo il senso della "lotta"condotta da ognuno di noi e dal Movimento "no pettine Piemonte"(nessuno spirito razzista, nessuna intenzione di far passare il Nord come inospitale per chi arriva dal Sud...io sono meridionale).

E' triste da dire, ma noi precari della scuola ci sentiamo abbandonati a noi stessi, vittime di una guerra tra poveri che ha proclamato alcuni vincitori, ma che,soprattutto, ha sancito tante sconfitte.

Grazie

Katia Grimaldi

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